Mario De Michele

Il giornalista ha ribadito a «Le iene» di essere il responsabile di due «avvertimenti» fasulli

Come qualche mese fa, anzi no. La trasmissione televisiva Le iene, che tra i primi aveva contribuito a investire del titolo di ennesimo eroe dell’anticamorra, il giornalista di Mario De Michele, torna a intervistarlo. E questa volta ne accoglie l’ammissione di bugie, quelle relative alle pistolettate che De Michele ha esploso contro le pareti esterne della sua abitazione a Cesa (Caserta). E alla lettera con le pallottole, che dice, si sarebbe spedito da solo. De Michele, indagato, per simulazione di reato e calunnia, nel corso dell’intervista alle Iene, ha detto: «Ho sbagliato e non ho difficoltà ad ammettere che il 4 maggio scorso ho sparato io, contro la mia abitazione. Poiché c’è stato il lockdown, ho percepito un maggiore isolamento. Avevo bisogno di attenzione per avere maggiore protezione per la mia famiglia che non è scortata». Poi ha aggiunto: «Da novembre sono andato in tilt, sono andato fuori di testa». E poi la confessione di un altro falso attentato, quello del 2 gennaio scorso. «Ho lasciato una busta con proiettili davanti casa». L’unico attentato che ancora ribadisce la genuinità è quello dello scorso novembre, quando De Michele sopravvisse (appena una contusione) a una scarica di pallottole (una decina) esplose contro la sua autovettura, gravemente danneggiata durante il «presunto» avvertimento della camorra.