“Gli abitanti del palazzo di Salita Arenella 60, cinquanta persone tra cui bambini e lavoratori precari, rischiano di essere sgomberati. Chiediamo al sindaco de Magistris di riprendere la sentenza del Tar che rischia di andare in fumo e leggerla e trarre le sue conclusioni con coerenza”. E’ l’appello lanciato da Alfonso De Vito, uno dei portavoce del movimento per il diritto all’abitare “Magnammece o’ pesone” che ha manifestato davanti alla sede del Tar della Campania. Gli attivisti difendono le famiglie che anni fa avevano occupato lo stabile, ristrutturato in deroga al piano urbanistico come affermato da una sentenza del Tar stesso.

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“L’edificio – spiega De Vito – e’ sorto in un’area dove il piano regolatore prevedeva solo strutture ad uso pubblico e invece e’ stato oggetto di una speculazione milionaria bloccata dal Tar. Oggi pero’ quell’edificio e’ stato venduto e il ricorso alla sentenza del Tar e’ stato abbandonato dall’originario proprietario. A quel ricorso si era associato anche il Comune di Napoli cui chiediamo di riprendere il percorso giudiziario per rendere efficace una sentenza che non e’ mai stata confutata e che restituirebbe all’uso pubblico l’edificio, scongiurando il possibile sgombero degli abitanti”. Insieme agli attivisti di “Magnammece o’ pesone” a manifestare c’erano anche esponenti di altri movimenti come Associazione Parco Mascagna e Comitato San Martino che hanno cofirmato l’appello, affinche’ l’amministrazione comunale riprenda in mano la sentenza del Tar e prosegua l’iter giudiziario.

Gli attivisti sottolineano che la situazione dell’edificio all’Arenella e’ solo uno degli elementi della “grave crisi abitativa a Napoli – spiega De Vito – che cresce per il predissesto del Comune e per la latitanza della Regione Campania e del governo. Ci sono 18.000 famiglie in inutile attesa della casa popolare, il disagio abitativo, anche per l’incremento dei costi con la crescita del turismo, coinvolge ormai 80-100mila napoletani. Noi seguiamo alcuni pezzi di questo problema a Salita Arenella e a Piazza Miraglia dove sei famiglie hanno rischiato di recente lo sgombero. E’ un problema che una grande citta’ non puo’ ignorare”.

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