L’indagine.

Il reato ipotizzato è il deterioramento di bene culturale. E’ per questo che tre persone sono finite nel registro degli indagati della Procura di Napoli, nel corso dell’inchiesta sul mancato restauro di Palazzo D’Avalos. E proprio sulla possibilità che i permessi per quest’ultimo sarebbero irregolari indagano i pm. Concentrati sui rapporti instaurati da alcuni mesi tra la società Vasto srl, che fa capo alla famiglia Ferlaino, proprietaria dell’edificio, e la Soprintendenza ai Beni Culturali. In merito al parere positivo dato per effettuare alcuni interventi di manutenzione.

Al centro dell’indagine anche l’eventuale vocazione commerciale degli appartamenti che potrebbero essere ricavati nella struttura di via dei Mille.