Un racconto di scambi culturali, migrazioni e cambiamenti socio-politici

La magia di Paestum sbarca a Chengdu, in Cina sudoccidentale, con una mostra dedicata al Mediterraneo antico e organizzata dal Parco Archeologico in collaborazione con il Museo del Sichuan. ‘Paestum – una città del Mediterraneo antico’ espone 134 reperti del sito campano che risalgono al VI – III secolo a.C. e 13 del periodo corrispondente provenienti dal museo del Sichuan. Secondo Gabriel Zuchtriegel, direttore del Parco Archeologico di Paestum la mostra, che durerà fino al 26 febbraio 2020, racconta la storia degli scambi culturali, delle migrazioni e dei cambiamenti socio-politici nel Mediterraneo in un periodo in cui la regione era divisa in innumerevoli città-stato indipendenti e comunità rurali. Ma anche, ha sottolineato, un’epoca in in cui sono stati realizzati grandi risultati nelle arti, nella letteratura e nella filosofia. Pitagora, Parmenide e Socrate vissero in quel periodo. In Cina, Confucio e Lao-tzu composero le loro opere. La mostra, ha spiegato Zuchtriegel ai giornalisti presenti, riflette il variegato dialogo culturale tra la Cina e l’Italia nel corso dei secoli.

Proprio in questi giorni, il Parco Archeologico di Paestum ha firmato accordi quadro di cooperazione con il Museo del Sichuan e con l’Istituto Provinciale del Sichuan per le Reliquie Culturali e la Ricerca Archeologica. Le tre parti condurranno scambi e cooperazione in materia di scavi, protezione, esposizione e uso del patrimonio culturale. Negli ultimi anni, le istituzioni culturali italiane e quelle di Sichuan hanno incrementato scambi e cooperazione. Nel 2018, nella Provincia cinese si è svolta con successo la mostra ‘Pompei, la vita infinita‘. Dal dicembre 2018 al marzo 2019, il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha ospitato una mostra di reperti del Sichuan, andando dall’età del bronzo alla dinastia Han. Il Sichuan e l’Italia hanno inoltre realizzato un progetto congiunto per la tutela e la valorizzazione del sito archeologico di Donghuamen a Chengdu.