Paolo Di Lauro
Paolo Di Lauro, il boss soprannominato Ciruzzo 'o milionario, in una foto segnaletica del 1998

Premiati con la piazza di spaccio, ripagarono con la «rivolta»  

di Giancarlo Tommasone

E’ considerato un elemento di spicco del clan degli Scissionisti, Vincenzo Notturno, alias Vittorio, oppure ’o Vector, e fa parte dell’ala militare guidata da Gennaro Mckay Marino. A tracciare la figura di Notturno è tra gli altri il collaboratore di giustizia Maurizio Prestieri, che nel corso di una deposizione datata 10 luglio 2008, fa mettere a verbale che «(Notturno e altre persone) facevano parte di uno dei più feroci gruppi di fuoco degli Scissionisti, che hanno agito durante la faida. Voglio precisare che tale gruppo di fuoco era operativo anche prima della faida ed agiva per conto di Paolo Di Lauro e del figlio di quest’ultimo, Cosimo. A questi va aggiunto Enzo Notturno, nel senso che tutti insieme erano una cosiddetta paranza, ossia un gruppo di persone che operano criminalmente sempre insieme per commettere omicidi, come rapine, come traffico o spaccio di droga».

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L’approfondimento / «Il killer dei Di Lauro
che spara con la mano capovolta»

Prestieri, facendo un parallelo con il mondo del calcio, spiega nei dettagli cosa sia una paranza. «Si fonda – dice – sulla forza della conoscenza reciproca dei componenti la stessa e della estrema affidabilità dei soggetti che la compongono, sia tra loro che rispetto ai capiclan. E’ come una squadra di calcio dove ognuno dei giocatoti conosce il ruolo degli altri e gli schemi di gioco voluti da un comune allenatore. In questa paranza il ct era …omissis… ed il presidente era …omissis…. Durante la faida il capo di questa paranza è stato …omissis…per l’omicidio di Fulvio Montanino. Un  colpo messo a segno dalle forze dell’ordine durante la faida, ha portato alla cattura dell’intera paranza, questo gruppo avrebbe potuto fare grossissimi danni essendo composto da killer esperti». Maurizio Prestieri racconta pure che Notturno ha lavorato con lui nel traffico degli stupefacenti, presso una sua (di Prestieri) piazza di spaccio. Successivamente, sottolinea il pentito, «la piazza di spaccio in questione, su ordine di Rosario Pariante, è stata da me ceduta proprio a Enzo Notturno e ad Arcangelo Abete. Dopo la cessione della piazza di cocaina a Notturno e Abete, il precedente “gestore” conosce, per mia intercessione, di persona, Paolo Di Lauro, e ciò a Rimini. Voglio precisare che quando Pariante mi chiama per dirmi di cedere la piazza, io mi lamento con Paolo Di Lauro, il quale mi dice che non devo fare storie perché avevo comunque altre piazze di spaccio e che era importante tenersi vicino Notturno e Abete, perché erano persone che sparavano».