L'armatore Vincenzo Onorato

I giudici del Tribunale di Milano si sono presi 15 giorni per vagliare l’istanza di concordato presentata dalla Cin

Due settimane, quindici giorni di tempo, è il periodo che i giudici del Tribunale fallimentare di Milano si sono presi per le dovute verifiche. Riscontri necessari relativamente al deposito dell’istanza di concordato presentata dalla Cin, dell’armatore napoletano Vincenzo Onorato. Che, incassato anche il sì al piano di rientro, ritenuto credibile dai commissari di Tirrenia in amministrazione controllata, vede sempre più avvicinarsi terra, che nel caso rappresenta il salvataggio delle sue compagnie. Naturalmente, la certezza non c’è ancora, ma è molto probabile che i giudici possano annullare l’istanza di fallimento.

«Cin Spa ha depositato ieri, a tarda sera, al Tribunale di Milano, una domanda in continuità» e prevede «la vendita di alcuni asset». E’ l’incipit della nota diffusa lo scorso 25 maggio dalla compagnia di navigazione. Nota, con cui conferma la richiesta di concordato per evitare il fallimento. Il piano, continua il comunicato, «assicura le migliori condizioni per il rilancio dell’impresa, il mantenimento dei servizi ai clienti, la salvaguardia dei livelli occupazionali diretti e dell’indotto in un settore, quello marittimo, tra i più colpiti dalla crisi Covid-19, superata dalla compagnia grazie ad un business solido ed in crescita».

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