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Il gruppo Moby (che controlla le compagnie Moby, Tirrenia e Toremar), guidato da Vincenzo Onorato, ha chiuso il bilancio 2018 con un risultato negativo per 62,6 milioni di euro, in netto peggioramento rispetto all’utile di quasi 23 milioni registrato nel 2017.

A fronte di ricavi complessivi sostanzialmente stabili – da 586,1 milioni nel 2017 a 584,3 milioni nel 2018 – sulle performance dello scorso anno, spiega la stessa Moby in una nota, hanno pesato maggiori costi di esercizio. “Incremento causato principalmente dall’aumento nel prezzo del bunker, nonché dal costo rilevante delle attività e delle nuove linee start up che hanno prodotto risultati operativi rilevanti, ma hanno inevitabilmente inciso sui costi delle compagnie”. I costi per materie prime e servizi sono infatti passati da 357,9 a 411,2 milioni (in particolare la spesa per carburante è cresciuta di oltre il 20%), mentre i costi per il personale sono aumentati da 128,6 a 132,1 milioni di euro.

Stabile il numero di passeggeri trasportati, mentre è risultato positivo il saldo delle movimentazioni cargo, con un incremento – spiega Moby – “di circa mezzo milione di metri lineari di carico in più nel settore merci” rispetto al 2017.

“In questa ottica si può affermare – ha sottolineato Achille Onorato, Ceo del gruppo – che il 2018 è stato un anno non facile, ma caratterizzato da quell’ingresso in nuove aree di business, nonché dalla finalizzazione di importanti investimenti, che sono parte integrante di una strategia premiante sul lungo periodo i cui benefici ci aspettiamo si inizino a vedere già a partire dal primo trimestre dell’anno 2019″.

 

Sempre dall’ultimo bilancio si apprende che Onorato Armatori, come anticipato in precedenza da Ship2Shore e MF- MilanoFinanza, ha raggiunto un accordo con Icbc Leasing per la cessione e il ri-noleggio a scafo nudo delle prime due navi in costruzione presso il cantiere Guangzhou Shipyard International in Cina, ordinate un anno fa e con consegne previste nel 2021 e nel 2022.

Intanto Porto 2000 di Livorno, tra i maggiori terminal operator nelle crociere nel Mediterraneo, diventa società a maggioranza privata: ad acquisire il 66% del capitale è Livorno Terminals, società controllata a maggioranza proprio dal Gruppo Onorato e partecipata da Msc. Il rimanente 34% della società resta in quote paritetiche a Camera di Commercio di Livorno e Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale. Lo riporta un comunicato in cui si spiega che l’operazione, a quattro anni di distanza dalla gara che l’Ati Onorato-Msc si era aggiudicata nel 2015, “conferma l’accelerazione in atto nei piani di sviluppo del Gruppo Onorato sia nel settore portuale (è recente il protocollo d’intesa firmato in joint con il gruppo Art Altmann per la realizzazione a Piombino di un mega hub per la logistica delle auto nuove), sia nel campo marittimo, sia in tema di alleanze”.

Avrà la carica di presidente Matteo Savelli, già ad di Toremar e quindi in rappresentanza dell’azionista di maggioranza. Livorno Terminals, spiega sempre una nota societaria, è controllata al 60% da Sinergest, società del Gruppo Onorato che gestisce il terminal passeggeri di Olbia, al 10% da Ltm (sempre Gruppo Onorato) e al 5% da Moby, mentre Marinvest (MSC) detiene il 25%. Porto 2000 di Livorno gestisce il Terminal Crociere e la Stazione Marittima per i traghetti, parcheggi e banchine dislocate su tutta l’area portuale del porto di Livorno fornendo servizi alle navi che approdano nello scalo toscano.

 

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