L'armatore Vincenzo Onorato

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di Francesco Vitale

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All’orizzonte c’è un ostacolo che appare davvero difficile da superare per Vincenzo Onorato. E’ l’ostacolo che si intravede sulla strada che porta alla fusione inversa (forma particolare di fusione per incorporazione, attraverso la quale la società partecipata incorpora la società partecipante) tra Moby e Cin (Compagnia italiana navigazione).

Ed è rappresentato
dall’opposizione
dei commissari governativi
di Tirrenia, società
in amministrazione
straordinaria

I commissari incaricati dal Ministero per lo Sviluppo economico, Beniamino Caravita di Toritto, Gerardo Longobardi e Stefano Ambrosini, hanno provveduto ad ingaggiare due professionisti, un avvocato e un commercialista, per presentare ricorso presso il Tribunale di Milano, e tentare così di bloccare la fusione prevista per la fine dell’anno.

All’origine della manovra il salvataggio
di un credito che ammonta a 180 milioni di euro

Compito dei commissari è infatti quello di massimizzare i crediti esigibili, per la compagnia che avevano venduto nell’estate 2012 alla Moby. Tra questi crediti ci sono – come riportato dall’edizione odierna di Milano Finanza in un articolo a firma di Nicola Capuzzo – sia le rate di prezzo ancora dovute da Moby (si tratta di 180 milioni entro il 2021, 55 dei quali sono scaduti ma non sono stati ancora saldati); sia le navi traghetto di Tirrenia che costituiscono una garanzia reale.

Secondo i commissari, il rischio è relativo al fatto che con la fusione di Moby e Compagnia italiana navigazione, i crediti vantati sui beni di proprietà esclusivamente di Tirrenia, possano trasformarsi in crediti sulla flotta della nuova entità che conseguirebbe alla fusione.

Sulla vicenda è intervenuto
anche il leader di Unidos, Mauro Pili

«I commissari governativi (Beniamino Caravita di Toritto, Gerardo Longobardi e Stefano Ambrosini) di Tirrenia in amministrazione straordinaria hanno impugnato le operazioni di fusione tra Moby e Cin. Si tratta di un colpo decisivo ad un’operazione che 15 giorni fa ho denunciato alla procura della Repubblica di Roma segnalando che si trattava del palese tentativo di venir meno ai debiti con lo Stato e dall’altra di accaparrarsi contributi pubblici milionari», ha fatto sapere Pili attraverso un comunicato diffuso nelle scorse ore.

«E’ lo stesso avvocato dell’amministrazione straordinaria ad affermare che il ricorso sarà presentato ‘perché con la fusione fra Moby e Cin si ritiene che il credito di 180 milioni di euro possa essere minacciato’. Un’affermazione gravissima che conferma il contenuto esplicito della mia denuncia alla Procura della Repubblica di Roma. I commissari di Tirrenia avevano, infatti, il compito di recuperare il maggior numero di crediti esigibili per la compagnia che avevano venduto nel 2012 alla Moby», ha concluso il leader di Unidos.

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