Il sindaco Angelo Vassallo

di Giancarlo Tommasone

«Il procedimento è tecnicamente chiuso ma le indagini proseguono», a dichiararlo a Stylo24, è l’ex procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. Il caso è quello del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo, ucciso il 5 settembre del 2010. Il sindaco pescatore, come, forse, è più conosciuto Vassallo, fu raggiunto da nove colpi di arma da fuoco, esplosi da una mano che al momento è ancora ignota e che potrebbe continuare ad esserlo.
Il corpo senza vita fu ritrovato nell’auto del primo cittadino, in  una stradina isolata ad Acciaroli. Gli elementi a carico dell’unico indagato per il delitto, Bruno Humberto Damiani, hanno portato a poco. Non sono stati considerati tali da produrre una ordinanza cautelare nei suoi confronti. Le speranze per il prosieguo dell’inchiesta sono ridotte al lumicino. Perché la proroga concessa dal giudice per le indagini preliminari di Salerno scadrà a febbraio. Il procedimento può dirsi, così, tecnicamente chiuso.

Il procuratore nazionale antimafia uscente, Franco Roberti
L’ex procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti

Non è della stessa opinione Franco Roberti, che dal 2009 al 2013 è stato procuratore capo di Salerno, e che lascia ancora speranze per venire a capo della vicenda. «Il fatto che le indagini tecnicamente debbano essere chiuse perché non c’è più possibilità di proroga, non sta a significare che non si continui a cercare il responsabile o i responsabili dell’omicidio Vassallo», afferma. «Questo continuerà ad essere cercato fino a quando non si troverà il modo di individuarlo – continua Roberti – Peraltro sono ancora in corso gli accertamenti su una pistola e si attendono gli ultimi risultati dell’esame del Dna su una traccia rilevata» durante la lunga attività svolta dalle forze dell’ordine. Traccia che potrebbe essere quella lasciata dal killer. Procedimento dunque tecnicamente chiuso, ma indagini che faranno ancora il loro corso per cercare di venire a capo della matrice e della persona (o delle persone) coinvolta nell’omicidio di Vassallo. Nel corso degli anni sono state diverse le piste attraversate dagli inquirenti per risolvere il rebus. Si batté quella della camorra, dell’abusivismo edilizio, dello spaccio di droga, ma in nessun caso si riuscì a raccogliere elementi tali per formalizzare un arresto e imbastire un processo. Tante le ipotesi formulate durante gli anni, ma sono rimaste solo possibilità, labili indizi, poco. Troppo poco quello che alla fine si è riusciti a raccogliere.