Il giornalista Giancarlo Siani
Il giornalista Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra

Il 40enne non ha precedenti per mafia e il padre non è inserito nel suo stato di famiglia

Ha quarant’anni e vive con la madre, nel loro stato di famiglia non è incluso il padre, il boss di Marano, Luigi Baccante, condannato in via definitiva all’ergastolo, insieme ai fratelli Angelo e Lorenzo Nuvoletta, per aver decretato e organizzato l’omicidio del giornalista Giancarlo Siani. Il quarantenne è destinatario del reddito di cittadinanza, il sussidio che in Campania è appannaggio di 250mila nuclei familiari.

Nonostante l’uomo sia il figlio del boss, la normativa gli permette di usufruire del rdc, destinato a chi è in condizioni economiche disagiate. Il «cavillo» sta nel fatto che non ha precedenti per mafia (uno degli elementi ostativi alla ricezione del sussidio, insieme all’eversione, il terrorismo e la dichiarazione mendace nella domanda di richiesta del reddito), e che appunto, non è inserito nello stesso stato di famiglia del padre camorrista. La notizia relativa alla percezione del reddito di cittadinanza da parte del figlio del boss, è stata riportata dal quotidiano Il Mattino.

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