martedì, Dicembre 7, 2021
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Omicidio Scelzo, Ingenito resta in cella: il Riesame conferma le accuse

Omicidio Scelzo: il Riesame blinda le accuse a carico del presunto mandante del massacro messo a segno 15 anni fa. A ottobre, la prima udienza del processo lampo. Il ras di Scanzano rischia la condanna all’ergastolo.

Il tribunale del Riesame conferma la misura di custodia cautelare in carcere per Vincenzo Ingenito, ritenuto esponente di primo piano del clan D’Alessandro. Ingenito è stato arrestato a giugno perché ritenuto dall’Antimafia di Napoli il mandante dell’omicidio di Pietro Scelzo, assassinato dai killer della cosca di Scanzano la sera del 18 novembre 2006. Il tribunale delle libertà, esprimendosi sulla richiesta di scarcerazione dei difensori di Ingenito, ha ritenuto fondate le accuse poste alla base del provvedimento cautelare già emesso.

Il prossimo 4 ottobre, ci sarà la prima udienza del processo dinanzi ai giudici della Corte d’Assise di Napoli: l’Antimafia ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato per Ingenito, e anche per Antonino Esposito Sansone, anche lui accusato di aver preso parte all’agguato. Per il sostituto procuratore Giuseppe Cimmarotta, le prove a carico dei due imputati sono schiaccianti: le accuse, si fondano attorno ai racconti di Pasquale Rapicano, ex sicario di punta del clan D’Alessandro, diventato collaboratore di giustizia, svelando numerosi misteri, tra cui proprio l’omicidio Scelzo.

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