Il sessantanovenne è stato raggiunto mentre guidava verso la sua proprietà a Pimonte. Dda e carabinieri cercano il movente.
L’agguato lungo la strada di montagna
Raffaele Afeltra, 69 anni, detto “’o Burraccion”, è stato ucciso mentre percorreva in auto una strada che conduce alla sua proprietà a Pimonte. Gli assassini avrebbero aspettato dietro una curva, sfruttando vegetazione e conformazione dei Monti Lattari. La prima notizia dell’omicidio parla di più colpi esplosi da sconosciuti.
Balistica al lavoro sulle armi
Le prime ricostruzioni indicano quattro colpi, forse sparati con un fucile. Non è escluso l’impiego di più armi. Il racconto del delitto sui Monti Lattari conferma che Afeltra era ancora al volante quando è stato raggiunto.
Il movente resta senza una risposta
Carabinieri e Direzione distrettuale antimafia stanno ricostruendo le ultime ore della vittima. La dinamica mostra una preparazione accurata, ma non basta a stabilire matrice e responsabili. Gli investigatori cercano contatti recenti, appuntamenti e possibili contrasti.
Il passato porta all’operazione Olimpo
Afeltra aveva scontato condanne per associazione mafiosa ed estorsione. Durante l’inchiesta Olimpo sui clan dei Lattari si sottrasse all’arresto per circa tre mesi, poi si presentò nel carcere di San Gimignano. Era tornato libero dopo la detenzione.
Gli altri agguati non fanno ancora una pista
L’omicidio segue quelli di Alfonso Cesarano e Ciro Gargiulo, maturati in contesti che possono essere differenti. Gli inquirenti evitano collegamenti automatici. Anche il precedente delitto del boss Di Lorenzo mostra quanto sia rischioso sovrapporre storie criminali prima dei riscontri. A Pimonte, per ora, parlano soltanto la strada scelta dai killer e i bossoli recuperati.

















