sabato, Dicembre 3, 2022
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Ammazzato l’amico del baby killer del docufilm «Robinù»

di Giancarlo Tommasone

I killer sono tornati a sparare e ad abbattere l’obiettivo intorno alle 20 di ieri. L’agguato, che ha causato un morto e un ferito, è avvenuto in Via Al chiaro di luna, Rione Conocal, quartiere Ponticelli.

La giovanissima vittima è stata freddata con un colpo secco alla schiena

A finire sotto il fuoco nemico, il 19enne Emanuele Errico e il 30enne Rosario Ciro Denaro. Nulla da fare per il primo, è spirato dopo essere stato sottoposto a un intervento d’urgenza, effettuato presso l’ospedale Villa Betania, dove era stato condotto subito dopo il raid.

Gli è stato fatale un colpo alla schiena, l’unico che lo ha raggiunto e lo ha trafitto. Denaro invece è stato ferito alla gamba sinistra, non è in pericolo di vita.

Secondo la ricostruzione della dinamica effettuata dagli investigatori dell’Arma di stanza a Poggioreale – i primi a portarsi sul posto -, la coppia si sarebbe accorta della presenza dei due killer giunti in sella a uno scooter di grossa cilindrata e avrebbe provato la fuga. Errico, in particolare, avrebbe tentato di raggiungere le palazzine poco distanti, ma la sua corsa è stata interrotta dalla pallottola esplosa al suo indirizzo, mentre il giovane era di spalle.

Per portare a termine il raid è stata utilizzata una semiautomatica, gli uomini della Scientifica dei carabinieri hanno repertato alcuni bossoli. Doveva trovarsi nella sua abitazione, ai domiciliari (inflitti per un reato di droga), Emanuele Errico che su Facebook si faceva chiamare Pisellino, ma i killer conoscendo i suoi movimenti, lo hanno atteso nei pressi di casa e lo hanno ferito a morte.

La vittima, Emanuele Errico

Al momento le indagini, coordinate dal pm anticamorra Henry John Woodcock non tralasciano alcuna pista. Secondo quanto trapelato da ambienti investigativi, anche il 30enne ferito, residente a Volla, avrebbe precedenti per droga, anche se l’obiettivo del raid, stando a quanto finora emerso, sarebbe Errico.

Il 19enne, secondo gli inquirenti, avrebbe avuto dei contatti con la cosca dei D’Amico, quella dei Fraulella. Lo provano anche alcune foto, dei collage postati dal 19enne su Facebook, in cui è ritratto insieme a Mariano Abbagnara, alias ’o biancone o faccia janca (che considera fratello a vita) e Nunzia D’Amico, la passilona.

Il primo è tra i protagonisti del docufilm di Michele Santoro, «Robinù». Abbagnara è il boss ragazzino che dal carcere minorile in cui è rinchiuso per omicidio, tesse le lodi del «kalash» (il mitragliatore kalashnikov), descrivendolo come una bella donna.

La seconda si trovò alla guida del clan fondato dai fratelli Giuseppe e Antonio Fraulella (da cui il soprannome della famiglia), in seguito alla detenzione di questi ultimi. La madrina di camorra, hanno appurato gli inquirenti, organizzò la controffensiva nei confronti della cosca rivale, i De Micco, anche detti i «Bodo». Lo fece gestendo paranze formate da giovanissimi che aveva «adottato», a cui forniva armi e impartiva ordini di morte; squadrette all’interno delle quali, militava pure Abbagnara. La passilona fu uccisa il 10 ottobre del 2015 in Via Il flauto magico, strada in cui sfocia proprio Via Al chiaro di luna, dove ieri sera si è consumato il raid che ha portato alla morte di Emanuele Errico e al ferimento di Rosario Ciro Denaro.

Un territorio dilaniato dalle faide, quello del Conocal, instabile più che mai.

Tante le famiglie in lizza per la gestione dell’affare più remunerativo, quello della droga. Un rione dove appartenere al gruppo perdente e provare a rialzare la testa può costare la vita più di uno sgarro.

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