Messaggi di solidarietà su Fb per i mostri di Piscinola

di Giancarlo Tommasone

Questa mattina i tre minorenni rei confessi della barbara aggressione a Francesco Della Corte, il vigilante di Marano deceduto lo scorso 16 marzo, avranno il primo colloquio con i loro familiari. Lo ‘sblocco’ è stato comunicato ai legali difensori che assistono rispettivamente il 15enne L. C., il 16enne K. A. e il 17enne C. U.

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Uno dei ragazzini indagati per il delitto di Piscinola

I primi due si trovano nel carcere di Nisida, mentre il terzo è stato trasferito nella struttura penitenziaria minorile di Airola, subito dopo la convalida del fermo da parte del giudice delle indagini preliminari. Dal punto di vista della linea difensiva, come ampiamente prevedibile, tutti e tre gli avvocati che assistono i rei confessi, non presenteranno ricorso al Tribunale del Riesame. Questa almeno è l’intenzione che hanno espresso, ma, nel caso cambino idea, hanno ancora qualche giorno a disposizione per effettuare la richiesta. I tre ragazzi sono accusati di omicidio e di tentata rapina.

Due dei tre arrestati per l’omicidio della guardia giurata Francesco Della Corte

Stando a quanto hanno finora affermato, l’obiettivo del raid era proprio quello di impossessarsi dell’arma del vigilante. Tentativo che è fallito. Le dichiarazioni dei tre convergono circa il movente. La pistola – hanno affermato – una volta portata via alla guardia giurata, sarebbe stata venduta per ricavarne, avevano ipotizzato, poche centinaia di euro. Naturalmente il tutto è al vaglio degli inquirenti, perché il buco in questa vicenda è rappresentato proprio dalla causa che ha innescato l’aggressione nei confronti del metronotte.

La vittima, Francesco Della Corte

Tornando ai colloqui che si terranno stamattina, a quello con il minore K. A. non dovrebbe esserci la madre del ragazzo, che fin da subito – una volta appreso il coinvolgimento del 16enne nell’aggressione – ha fatto intendere di non volerlo più vedere. Entrambi i genitori andranno invece, rispettivamente a trovare L. C. e il 17enne U. C. I familiari di due ragazzi hanno pure cancellato i profili Facebook appartenenti a questi ultimi. Il giallo invece tinge ancora la vicenda della ‘pagina in memoria’, comparsa per K. A.

Nonostante il ragazzo abbia fornito da alcuni giorni la password – affinché la pagina fosse cancellata – al suo legale e questi l’abbia data ai genitori, il profilo ‘funebre’ continua ad essere on line. I tre, stando a quanto fanno sapere i rispettivi avvocati, si trovano in una condizione psicologica alquanto particolare. Intuibile naturalmente per quanto abbiano commesso.

La pagina “commemorativa” del giovane assassino del metronotte Francesco Della Corte

Sorprende soprattutto l’efferatezza dell’azione compiuta nei confronti di un lavoratore, padre di famiglia, colpito alle spalle con due pezzi di legno, i piedi di un tavolo che il gruppetto di balordi aveva trovato per strada.