Nella foto la vittima, Nicholas Di Martino

In manette il 20enne Maurizio Apicella e il 21enne Ciro Di Lauro: il delitto è stato preceduto da altre due risse tra paranze di ragazzini

di Luigi Nicolosi

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Omicidio del rampollo della mala di Gragnano, caso risolto a tempo record. Nella serata di ieri e nella mattinata di oggi i poliziotti della Squadra mobile di Napoli e del commissariato di Castellammare di Stabia hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Direzione distrettuale antimafia per l’omicidio, aggravato dal metodo mafioso, del 17enne Nicholas Di Martino, nipote del boss ergastolano Nicola Carfora, e il tentato omicidio del cugino Carlo Langellotti, avvenuti nella notte di lunedì scorso, nel centro di Gragnano, mediante accoltellamento.

I presunti autori, ferma restando la presunzione di innocenza almeno fino a prova contraria, sono stati identificati nel ventunenne Ciro Di Lauro e nel ventenne Maurizio Apicella. Su disposizione della Procura i due indagati sono stati trasferiti nel carcere Secondigliano. Dietro il delitto ci sarebbe stato un regolamento di conti tra paranze. Nei giorni precedenti all’omicidio, infatti, gli investigatori hanno registrato almeno altre due liti tra giovanissimi ritenuti vicini agli ambienti criminali della zona.

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