Ettore Bosti

Accuse in frantumi per il capoclan dei Contini: sulla sua testa pendevano le controverse rivelazioni del defunto Vincenzo De Feo

di Luigi Nicolosi

Le accuse del pentito defunto, Vincenzo De Feo, non convincono fino in fondo e per Ettore Bosti, indiscusso ras del clan Contini e figlio del capoclan Patrizio, arriva la conferma dell’assoluzione. I giudici della quinta sezione della Corte d’assise d’appello di Napoli, accogliendo le argomentazioni dei difensori Domenico Dello Iacono e Raffaele Chiummariello, questa mattina hanno ribadito il verdetto di primo grado: Ettore Bosti non è dunque responsabile dell’omicidio di Ciro Fontanarosa. Assoluzione bis anche per il coimputato Vincenzo Capezzoli.

ad

De Feo, che nel giudizio di primo grado è stato a sua volta imputato, è stato infatti il principale accusatore di Ettore Bosti nel processo che ha portato alla sbarra i presunti responsabili dell’omicidio di Ciro Fontanarosa, il babyrapinatore assassinato in via Lettieri, all’Arenaccia, il 25 aprile del 2009. Il 17enne pagò infatti con la vita la propria decisione di non entrare a far parte della cosca e, soprattutto, lo schiaffo in pubblico dato al figlio del boss Patrizio. Uno sgarro che “Ettoruccio ’o russo”, stando sempre all’impianto accusatorio, non gli avrebbe mai perdonato. La sentenza di morte fu emessa a stretto giro di posta. Ed è stato proprio De Feo, ricostruendo il contesto in cui sarebbe maturata la vendetta, a indicare Bosti junior come il mandante.