lunedì, Dicembre 6, 2021
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Omicidio del ras del Vomero, il pentito svela il patto: «I Lo Russo avevano un problema col cognato»

Secondo l’ex killer Rosario Privato dietro il delitto Politelli ci celerebbe uno scambio di favori tra i Licciardi e i “Capitoni”: «A parlarmene fu Giovanni Alfano»

di Luigi Nicolosi

Un duplice scambio di favori e delitti tra la camorra di Secondigliano e quella di Miano per ripristinare lo “status quo” nei rispettivi territori di competenza. Dietro l’omicidio di Gennaro Politelli non ci sarebbe stata soltanto la volontà di arrestare l’ascesa criminale del ras vomerese, ma anche l’esigenza del clan Lo Russo di far fuori lo scissionista Pasquale Bevilacqua, ormai diventato scomodo. Il “capitoni” si sarebbero così fatti carico di risolvere col sangue la prima faccenda, i Licciardi della Masseria Cardone la seconda. Parola del collaboratore di giustizia, ex killer, Rosario Privato.

La circostanza emerge tra le pieghe dell’ordinanza di custodia cautelare che pochi mesi fa ha portato al nuovo arresto dei fratelli Carlo, Mario e Domenico Lo Russo, e di Vincenzo Licciardi. All’interno del provvedimento viene infatti riportato l’estratto di un vecchio interrogatorio, risalente a quasi vent’anni fa, al quale Privato è stato sottoposto dagli inquirenti della Dda. Il 16 ottobre del 2000 l’assassino di Silvia Ruotolo si sofferma sull’omicidio di Rino Politelli collegandolo «espressamente a quello di Salvatore Fiorillo, alias “Totore Sette Bellezze”.

Sul punto, con la doverosa premessa che tutti i soggetti citati vanno ritenuti innocenti fino a prova contraria, ecco dunque quanto rivelato dall’ex uomo della mala vomerese: «In relazione a questi due omicidi – ha spiegato il pentito – io, Giovanni Alfano, Luigi Cimmino e Orlando Frizziero nel carcere di Poggioreale venimmo a sapere che Fiorillo, che era il nostro referente al Vomero, quando noi eravamo detenuti era stato ucciso. Venimmo a sapere che questo omicidio era stato compiuto da Gennaro Politelli e da un cognato dei Lo Russo. Preciso che i Lo Russo in quel periodo non erano in accordo con Secondigliano, tanto che un cognato si era staccato dai Lo Russo per passare con i Licciardi».

A questo punto il collaboratore di giustizia entra nel merito della sanguinosa vicenda svelando il reciproco scambio di favori tra i due clan: «Alfano si adoperò per chiedere la testa di Gennaro Politelli presso il Licciardi e venimmo a sapere poi che a compiere l’omicidio erano stati i Lo Russo, i quali però in cambio avevano richiesto la testa del loro cognato scissionista Pasquale Bevilacqua che poi verrà ucciso da “Enzo ’o chiatto” (Vincenzo Licciardi) e “’o dannato ’e Posillipo” (Salvatore Ripa). L’omicidio di Salvatore Fiorillo è stato compiuto da Politelli perché quest’ultimo aspirava a diventare l’unico e incontrastato capo del Vomero. Preciso che queste notizie le ho apprese tutte da Giovanni Alfano, il quale ricordo che dopo poco uscì dal carcere».

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