giovedì, Agosto 11, 2022
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Omicidio De Bernardo: fuga finita per l’ultimo ras della paranza dei bambini

Nuova tegola giudiziaria per Francesco Pio Corallo: avrebbe guidato l’auto del commando. La vittima fu assassinata per aver protetto uno dei killer di Emanuele Sibillo

di Luigi Nicolosi

Fuga finita per l’ultimo dei killer di Vincenzo De Bernardo, il napoletano di via Oronzio Costa ucciso nel 2015 a Somma Vesuviana in quanto sospettato di aver dato ospitalità a uno dei sicari del babyras Emanuele Sibillo. I carabinieri di Castello di Cisterna hanno infatti notificato in carcere a Prato un nuovo provvedimento cautelare a Francesco Pio Corallo, giovane affiliato alla “paranza dei bambini” e già imputato per altri gravi fatti di sangue.

Pesanti le accuse formulate dalla Dda a carico di Corallo: omicidio aggravato dalle modalità mafiose, detenzione e porto illegale di armi comuni da sparo in luogo pubblico. Le indagini, condotte dai militari della sezione Operativa della Compagnia di Castello di Cisterna, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, trovano genesi nell’omicidio avvenuto a Somma Vesuviana nel novembre del 2015 ai danni di Vincenzo De Bernardo, elemento di spicco del clan Mazzarella di Napoli.

L’inchiesta ha così consentito di identificare esecutori e mandanti (sette totali, di cui sei già tratti in arresto) dell’omicidio, commesso all’interno del rione parco San Sossio di Somma Vesuviana; inquadrare il delitto quale conseguenza di una contrapposizione tra esponenti di rilievo dei clan Mazzarella e Sibillo, in relazione al controllo del territorio all’interno del quartiere Forcella di Napoli; collocare l’omicidio quale vendetta nei confronti degli autori dell’assassinio di Emanuele Sibillo: la vittima sarebbe stata responsabile di aver fornito riparo al nipote De Bernardo Roberto, il quale, affiliato al gruppo Buonerba, si era reso coautore dell’omicidio di Sibillo, capo dell’opposta fazione;

Dall’inchiesta è emerso in particolare che Francesco Pio Corallo avrebbe svolto il ruolo di di autista del mezzo utilizzato dal gruppo di fuoco entrato in azione nel novembre del 2015 a Somma Vesuviana. Si trattò dunque di una vendetta trasversale maturata sulla contrapposizione che da mesi vedeva fronteggiarsi i Sibillo e i Mazzarella-Buonerba. All’origine dello scontro la reciproca volontà di controllare il mercato dello spaccio di droga, in particolare nella zona di via Oronzio Costa, il vicolo della morte, in quel periodo roccaforte del gruppo Buonerba.

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