lunedì, Gennaio 24, 2022
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Omicidio D’Andò, il boss Mariano Riccio condannato a 20 anni

Condannato a venti anni di reclusione. A tanto ammonta la pena inflitta al boss Mariano Riccio, per un caso di lupara bianca. La vittima fu attirata in una trappola e poi uccisa con un badile, il corpo martoriato.

Il suo cadavere venne caricato
in un’auto e sotterrato
nelle campagne di Arzano

Così il 2 febbraio 2011 perse la vita Antonino D’Andò, fedelissimo del boss in ascesa Mariano Riccio, genero di Cesare Pagano, il capo degli scissionisti di Scampia e Secondigliano con il cognato Raffaele Amato.

Il suo cadavere è stato ritrovato due mesi fa, solo quando il boss Riccio decise in aula di raccontare la scena di quell’omicidio e di autoaccusarsi; è stato lui a indicare al giudice dove era stato seppellito il suo ex uomo di fiducia. Con lui hanno confessato anche Giosuè Belgiorno, Emanuele Baiano, Mario Ferraiuolo e Ciro Scognamiglio.

La Dda ha ritenuto quelle confessioni tardive e ha chiesto per tutti la pena dell’ergastolo, ma dopo le discussioni degli avvocati Raffaele Chiummariello, Domenico Dello Iacono, Emilio Martino e Massimo Autieri, il gup ha concesso a tutti le attenuanti e li ha condannati a 20 anni di carcere.

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