Il narcos Antonino Di Lorenzo tra due carabinieri

di Francesco Vitale

Gli equilibri nella zona dei Monti Lattari, area conosciuta pure come la «Giamaica» della provincia partenopea, per la presenza massiccia di piantagioni di canapa indiana, sono da sempre instabili. Con le cosche in lizza che cercano di primeggiare, e ritagliarsi sempre più spazio nel racket del traffico di stupefacenti. E’ in questo clima che si registra (e che gli inquirenti «leggono») l’omicidio di Antonino Di Lorenzo (53 anni), detto ’o lignammone. L’uomo è stato raggiunto dai killer, mentre si trovava a pochi passi dalla sua abitazione (verso la quale stava rincasando), in Via Giovanni del Balzo, a Casola di Napoli, comune di poco più di 3.800 anime, incastonato nel verde, al confine con Gragnano e Lettere.

Il narcos è stato raggiunto
da sei colpi di pistola,
cinque alla testa, uno al volto

I sei proiettili esplosi dai sicari hanno raggiunto il boss alla testa (5) e al volto (uno), sfigurandogli irrimediabilmente il viso. L’allarme è stato dato dai familiari, evidentemente allertati dal rumore delle detonazioni. Il corpo del 53enne è stato rinvenuto a terra, ormai senza vita, con i killer già lontani dalla scena del delitto. Sull’omicidio indagano i carabinieri della stazione di Gragnano, con il supporto dei colleghi della Compagnia di Castellammare di Stabia. I militari dovranno partire proprio dai segnali di fibrillazione (diverse le sparatorie registrate in zona), acuitisi sui Lattari, dopo la recente scarcerazione di Di Lorenzo.

E dalla latitanza di Antonio Di Martino, che sfuggito all’operazione Olimpo (dicembre 2018), nonostante la lontananza dall’area stabiese, muoverebbe comunque i fili per gli «affari di famiglia», che si chiamano soprattutto traffico di droga.

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I Di Martino sono specializzati nella gestione delle piantagioni di cannabis sui Lattari, per la produzione di marijuana. Lo stupefacente, sottolineano le numerose inchieste della Dda, viene poi venduto ai D’Alessandro, che lo smistano ai gruppi che lo smerceranno nelle cosiddette «piazze».

L’indiscrezione: la lite
con il rappresentante
delle forze dell’ordine

Tornando a Di Lorenzo, emerge anche una indiscrezione che riguarda il 53enne. In occasione delle elezioni amministrative a Casola, l’uomo avrebbe avuto uno scontro, prima verbale, poi sfociato in una colluttazione, con un rappresentante delle forze dell’ordine. I fatti si sarebbero registrati davanti a un seggio elettorale, entrambi i «contendenti» avevano dei parenti iscritti alle consultazioni comunali.