domenica, Novembre 27, 2022
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Omicidio a Ponticelli, la vittima è il nipote del ras: i De Luca Bossa sotto attacco

Notte di sangue nella degradata periferia est di Napoli, dopo l’assassinio del giovane D’Onofrio le indagini puntano alla rivalità con il clan De Micco

di Luigi Nicolosi

È un delitto a dir poco eccellente quello consumatosi la scorsa notte nel cuore della degrada periferia est di Napoli. La vittima, Carmine D’Onofrio, 23 anni e fedina penale immacolata, era il figlio del ras Giuseppe De Luca Bossa, a sua volta fratello del capoclan detenuto Antonio “’o sicc”. Una circostanza tutt’altro che trascurabile che, già dalle prime battute investigative, sta spingendo gli investigatori a battere una pista ben precisa: l’agguato potrebbe portare la firma del rivale clan De Micco, reduce dall’intimidazione dinamitarda subita pochi giorni fa.

La scorsa settimana, infatti, ignoti hanno piazzato un ordigno artigianale davanti la palazzina in cui vivono diversi esponenti del clan dei “Bodo”, a partire dal ras Marco De Micco, tornato a piede libero pochi mesi fa. La sua scarcerazione, ferma restando la presunzione di innocenza fino a prova contraria, sembra già aver scatenato parecchie tensioni nel quartiere. In precedenza era stato tra l’altro assassinato con un agguato plateale Salvatore De Martino, uomo da tempo ritenuto orbitante intorno ai De Luca Bossa, dopo i suoi vecchi trascorsi nel clan Sarno. Con l’omicidio di D’Onofrio la scia di sangue sembra a questo punto destinata ad allungarsi ancora.

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