Troppe incognite nelle direttive Inail.

Calendario in una mano e mascherina in un’altra, i cittadini della Campania contano i giorni dalla possibilità di tornare al mare. Anche se, complice, anzi, responsabile principale, il Coronavirus, quella del 2020 sarà senza dubbio una estate diversa. A cominciare dalle regole da seguire in spiaggia. A cominciare dai 5 metri di distanza tra le file di ombrelloni e di 4,5 metri per ombrelloni della stessa fila. Spiagge con prenotazioni, percorsi separati per chi entra ed esce dall’acqua. Ovviamente abolito qualsiasi assembramento e la parola d’ordine, ormai diventata parte della nostra vita, sarà distanziamento sociale.

Ma, come riporta un articolo di ‘Repubblica’, a firma del collega Alessio Gemma, tutto ciò va stretto prima di tutto agli operatori del settore, che provano a far sentire la loro voce al governatore De Luca, sottolineando come queste misure siano inapplicabili. E da Palazzo Santa Lucia sembrano concordare, come sottolinea l’assessore regionale alle Attività produttive, Antonio Marchiello. “Con quelle distanze, non apriremo i nostri lidi. Sono tagliati fuori il 70% degli stabilimenti balneari campani“. Le prossime 48 ore potrebbero essere decisive: il protocollo di sicurezza targato Inail dovrà passare al vaglio del comitato tecnico-scientifico del governo. Poi l’ultima parola spetterà all’Esecutivo.

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I tempi per il 18 maggio, data di ulteriori aperture (bar, ristoranti, parrucchieri) sembrano stretti per gli stabilimenti balneari, che potrebbero avere il via libera da giugno. Tempo che potrebbe essere utile alle Regioni per far convincere il governo a venire maggiormente incontro alle richieste. Anche in considerazione dei diversi livelli di contagio tra una regione e l’altra.

La grande incognita, comunque, restano le spiagge libere di competenza dei Comuni. L’assessora al Mare di Palazzo San Giacomo, Francesca Menna, ha ribadito che a Napoli si ipotizza l’utilizzo di “pali e corde per il distanziamento sociale, coinvolgendo volontari della Protezione civile e lavoratori di NapoliServizi“.