La superficie degli oceani ha raggiunto 21,1 gradi. Le ondate di calore marine colpiscono il 42% dei bacini e cambiano gli ecosistemi
Gli oceani hanno superato un altro limite: la temperatura media giornaliera della loro superficie ha toccato 21,1 gradi, appena sopra il precedente record di 21,09. Lo scarto sembra piccolo, ma riguarda una massa d’acqua enorme e arriva dopo una lunga sequenza di valori eccezionali.
Il 42% dei mari vive un’ondata di calore
La temperatura è più alta di 0,77 gradi rispetto alla media del periodo di riferimento. Le ondate di calore marine sono triplicate e interessano circa il 42% dei bacini. La pagina di Copernicus sul record della temperatura oceanica globale spiega come questi picchi si inseriscano in una tendenza di lungo periodo.
L’aumento deriva soprattutto dal riscaldamento prodotto dalle emissioni umane. El Niño può accelerare il fenomeno e distribuire il calore tra oceano e atmosfera, senza essere la causa di fondo.
Dal Mediterraneo arrivano segnali concreti
Nel Mediterraneo e nell’Atlantico orientale si moltiplicano le anomalie. In alcune zone della Spagna il mare ha raggiunto 33 gradi. Le boe italiane hanno registrato valori vicini o superiori a 31, mentre a Orani si è arrivati a 48,4 gradi nell’aria.
Il caldo record che attraversa l’Europa e le città italiane segnate dal bollino rosso sono la parte più visibile dello stesso accumulo energetico. Il mare assorbe gran parte del calore in eccesso e lo restituisce lentamente, rendendo più lunghe le fasi calde.
Coralli, pesca e coste pagano il cambiamento
Le conseguenze partono dagli ecosistemi. I coralli sbiancano, i pesci si spostano verso acque più adatte, aumentano alghe e meduse. Le definizioni e gli indicatori raccolti dalla Noaa sulle ondate di calore marine aiutano a misurare durata, intensità e area coinvolta.
Un oceano più caldo alimenta eventi meteorologici estremi, accelera l’innalzamento del livello del mare e assorbe meno anidride carbonica. Per la pesca cambia la distribuzione delle specie; per le città costiere cresce l’esposizione a mareggiate e allagamenti. Il record di 21,1 gradi dura un giorno, ma ciò che lo ha prodotto continuerà a pesare per decenni.

















