di Francesco Vitale

Una decisione destinata a fare giurisprudenza quella presa dal Tribunale di Roma, nei giorni scorsi. E che oltre a riguardare la Capitale, è normale, rappresenterà un precedente per casi analoghi registrati anche nel resto d’Italia. E ce ne sono tanti pure a Napoli.

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Si tratta
della sentenza
numero 17.319/2018
che vede
condannata
la Presidenza
del Consiglio,
oltre che
il ministero
dell’Interno,
a pagare
27,9 milioni di euro

L’edificio del Mattatoio in Via Prenestina a Roma

Il denaro dovrà essere versato al proprietario dell’ex Mattatoio di Via Prenestina. Uno spazio che durante gli anni è diventato una galleria d’arte a cielo aperto e che risulta occupato abusivamente dal 2009. La condanna è stata inflitta perché, a fronte della richiesta da parte del proprietario di far intervenire la forza pubblica per lo sgombero, non era stato fatto alcunché. Impossibile, inoltre, effettuare opere di riqualificazione e mettere a reddito la struttura.

Il risarcimento ha a che fare con il mancato
valore locativo al netto dei lavori da effettuare

Gli occupanti abusivi di spazi privati sono dunque avvisati, siano essi in cerca di un alloggio, o si organizzino per mettere su un centro sociale. Anche perché quando a pagare poi deve essere lo Stato, la trattativa dovrebbe immediatamente lasciare strada allo sgombero, altrimenti si rischia di mandare tutto in bancarotta. I proprietari sperano che sia questa la linea da adottare d’ora in poi, lo ha sottolineato a chiare lettere, il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani, a Il Sole 24 Ore: «Spero che questa volta l’esecutivo non faccia appello, come invece è capitato per l’altra sentenza. Del resto la cessazione delle occupazioni abusive è parte integrante del programma elettorale di una forza di Governo». E’ superfluo sottolineare che la forza di Governo in questione è la Lega.

Allargando il discorso anche a Napoli,
la città partenopea oltre ad annoverare
un discreto numero di occupanti abusivi
di stabili privati, è costellata di una miriade
di centri sociali

Il Csoa Officina 99

Più di una ventina quelli allestiti in edifici comunali. Per alcuni di essi si è corso ai ripari e il Comune li ha acquistati direttamente dai privati (come avvenne per la sede di Officina 99 nel 2005). A rischio, al momento, ci sono gli abusivi che si «appoggiano» proprio in strutture che non sono di proprietà di Palazzo San Giacomo.