Avranno l’obbligo di frequenza e dovranno anche svolgere attività utili nella scuola

Punirne tre per educarne cento. Potrebbe essere riassunta in questo modo la vicenda che ha riguardato il liceo Vico, occupato per soli due giorni a febbraio, nonostante fosse chiuso e in Dad, e che ora ha comunicato ai “rivoltosi” la propria sentenza. Dieci giorni di sospensione con obbligo di frequenza e attività utili da svolgere nella biblioteca o nell’archivio della scuola, appena sarà riaperta.

Gabriele, Luca e Beatrice sono stati scelti per la punizione poiché sono stati coloro i quali si sono distinti per essersi fatti intervistare pubblicamente sulla stampa e in tv. A salvarli non è bastato ricevere il sostegno di tutti gli studenti del Vico e dei genitori dei compagni anche delle altre classi. Né ha influito il fatto che fossero tra i liceali più brillanti dell’intero istituto e che mai avessero ricevuto sanzioni disciplinari.

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E c’è da dire che i tre devono anche tirare un sospiro di sollievo. Infatti la preside Clotilde Paisio invocava per loro una sospensione di 30 giorni e il 5 in condotta, una doppietta che avrebbe significato bocciatura per i tre alunni che, tra l’altro, non hanno mai interrotto la didattica a distanza.

Il Consiglio d’Istituto è stato invece più clemente, improntando la propria decisione su un carattere educativo e non punitivo. Inoltre i tre erano già stati penalizzati ricevendo il 6 in condotto nel primo quadrimestre, una dura gatta da pelare soprattutto per Gabriele che si appresta alla maturità tra qualche mese.

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