La nuova Stazione marittima (immagini tratte dal sito Autorità portuale di Napoli)

Non ci sono più i fondi statali per i lavori del nuovo waterfront. Quelli promessi, nel febbraio scorso, dal ministro Graziano Delrio nel corso della famosa conferenza stampa quando furono proiettati i rendering della stazione marittima con tanto di venditori ambulanti.
I 20,5 milioni di euro, messi a disposizione del Governo con la legge 11 dicembre 2016, n. 232 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2017 e bilancio pluriennale per il triennio 2017-2019) sono stati congelati – tra gli altri investimenti infrastrutturali su base nazionale – perché la Corte Costituzionale, con la sentenza 74/2018 dell’aprile scorso, accogliendo il ricorso della Regione Veneto, ha dichiarato illegittima la parte della normativa che «non prevede un’intesa con gli enti territoriali in relazione ai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri riguardanti settori di spesa rientranti nelle materie di competenza regionale».

Sul sito dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centrale campeggiano, però, ancora le foto della presentazione del progetto con tanto di illustrazione dei punti caratterizzanti.

Il progetto prevedeva la demolizione delle strutture esistenti e la realizzazione di una nuova stazione marittima per le vie veloci di collegamento con le isole del Golfo di Napoli e con la Costiera, i cui manufatti sarebbero stati utilizzati per i servizi connessi alle attività di banchina e di traffico passeggeri nonché alla realizzazione, nella parte relativa alla copertura, di una passeggiata – lungomare – in continuità con l’accesso alla città, attraverso la nuova stazione della metropolitana di piazza municipio.

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La superficie complessiva interessata dal progetto sarebbe stata di circa 14mila metri quadrati.

Che cosa succede ora che i fondi statali sono stati bloccati? Difficile attingere ai fondi ordinari, considerato che non sono state appostate risorse specifiche nel bilancio, né a quelli europei perché si correrebbe il rischio di configurare il finanziamento come un indebito aiuto di Stato.

Il presidente Pietro Spirito, il ministro Graziano Delrio e il comandante Arturo Faraone (dal sito Autorità portuale di Napoli)

Negli anni, il progetto – partito nel 2003 e costato oltre 2,5 milioni di euro – è lievitato da 13 a 20,5 milioni di euro. Con una ulteriore espansione delle spese di progettazione di 250mila euro, in tempi recentissimi, a favore del gruppo incaricato della realizzazione del progetto esecutivo.

Una possibile soluzione per la realizzazione della nuova marina portuale poteva essere il piano alternativo presentato, nel 2010, dagli armatori napoletani che, preoccupati per la gestione delle aree del Beverello durante l’avvio del cantiere, lo avrebbero addirittura finanziato per oltre 10 milioni di euro a proprie spese. La pratica, però, non venne mai istruita per il rischio di un intervento della Procura della Corte dei Conti. Col risultato, oggi, di vedere svanito non solo il finanziamento privato ma anche quello pubblico.

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