lunedì, Luglio 4, 2022
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Nuovo Dpcm, i locali della movida: «Disposti a chiudere ma dateci dei sussidi»

L’allarme di Aldo Maccaroni, Presidente dell’associazione Chiaia Nigh e Baretti Aniello Falcone: «Abbiamo bisogno di aiuti e chiarezza»

Nella giornata di ieri è arrivata l’attesa firma del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sul nuovo Dpcm relativo alle nuove misure di contrasto e contenimento dell’emergenza Covid-19. Un provvedimento che ha scatenato numerose polemiche. Tra le tante reazioni anche quella di Aldo Maccaroni, Presidente dell’associazione Chiaia Nigh e Baretti Aniello Falcone. «Abbiamo preso atto delle nuove disposizioni contenute nell’ultimo Dpcm firmato dal Governo e riscontriamo, come è già avvenuto in passato, norme poco chiare. Il punto che proibisce di consumare in piedi davanti a un’attività a partire dalle 21 riteniamo che andasse spiegato meglio, poiché lascia un’interpretazione vaga a seconda delle attività.
Inoltre, impedire il consumo davanti ai locali dalle 21 in poi condanna di fatto a morte chi non ha tavoli e danneggia chi ne ha pochi a disposizione», ha dichiarato Maccaroni.

L’Associazione per bocca del suo Presidente si è detta anche disposta a chiudere i locali qualora la loro apertura sia ritenuta un pericolo reale per l’aumento dei contagi, a patto che siano garantiti aiuti agli esercenti tali da permettere alle loro attività di sopravvivere a questo difficile momento.

«Si è preferito ancora una volta limitare gli orari, lasciando ai singoli gestori “la patata bollente” di capire come riuscire a restare aperti con le ingenti perdite che subiranno e i costi che restano sempre gli stessi. Un provvedimento del genere dovrebbe essere accompagnato da sussidi che aiutino gli operatori che, come noi, si trovano a dover far fronte a spese che l’attività ridotta non garantisce. Ci aspettiamo dunque, sussidi, come ad esempio aiuti per i fitti, per tutta la durata in cui ci saranno provvedimenti che limitano i nostri orari di apertura. Le nostre attività abbracciano una più larga filiera economica che non riguarda solo i nostri introiti, ma affittuari, fornitori, personale; siamo attività che fanno parte del sistema economico del Paese e, come tali, andremmo prese maggiormente in considerazione», questo il monito di Maccaroni.

L’Associazione si è detta inoltre speranzosa che “il governatore De Luca allinei la sua ordinanza alle disposizioni del Governo rispetto alla chiusura alle 00”, in modo da allungare le giornate lavorative e che ci possa essere una maggiore collaborazione tra le parti negli interessi di tutti.

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