Luigi de Magistris con Tony Colombo. Accanto, la locandina del concerto al Palapartenope del 26 maggio 2016

L’inchiesta ha portato alla notifica di 9 avvisi di garanzia  

Nozze trash tra Tony Colombo e Tina Rispoli (vedova del boss Gaetano Marino), Stylo24 aveva sottolineato prima di tutti, la natura commerciale dell’evento in Piazza del Plebiscito, quello del 25 marzo scorso. Un concerto travestito da flash mob (sorta di addio al nubilato per la promessa sposa) per consentire le riprese del video «Ti amo amore mio» del cantanteneomelodico. Si sarebbe trattato di un’azione di marketing in piena regola, e riuscitissima, visto che la clip in oggetto ha sfondato da tempo i dieci milioni di visualizzazioni su YouTube. Ma chi sarebbe stato a suggerire all’artista neomelodico come muoversi per ottenere Piazza Plebiscito, lo slargo più importante della città partenopea? Secondo una informativa dei carabinieri, il trait d’union tra Colombo e il Comune sarebbe rappresentato da Claudio de Magistris, fratello del sindaco di Napoli, Luigi. La nota dell’Arma è relativa all’inchiesta (rispetto alla quale, è bene sottolinearlo, Luigi de Magistris è completamente estraneo, ndr) che ha portato a iscrivere nel registro degli indagati nove persone per le ipotesi di reato, a vario titolo, di abuso di ufficio e omissione di atti d’ufficio.  Oltre a de Magistris jr e a Colombo, sono stati raggiunti da avviso di garanzia la segretaria particolare del sindaco, e presidente della Commissione pubblico spettacolo di Palazzo San Giacomo, Sarah Terracciano; Mafalda Fasanella, membro della segreteria del primo cittadino e dell’Ufficio Cinema; il comandante dei vigili urbani di Chiaia, Sabina Pagnano; il capitano Giovanni D’Ambrosio e tre vigili (di pattuglia la sera del flash mob). In particolare a de Magistris jr, Colombo, Terracciano e Fasanella si contesta di aver agito in concorso procurando un vantaggio patrimoniale all’artista neomelodico.

Le dichiarazioni dell’artista / Flash mob, Colombo:
il sindaco de Magistris mi ha fatto dare i permessi

Ma tornando all’informativa dell’Arma, è possibile leggere testualmente: «Si suppone che Colombo, consapevole dell’impossibilità di ottenere piazza del Plebiscito per la registrazione di un videoclip commerciale, per la promozione di una sua nuova canzone, abbia dissimulato tale scopo attraverso un flash mob per festeggiare l’addio al nubilato della futura sposa Immacolata Rispoli». E ancora: «II tutto facilitato dai buoni uffici che poteva vantare verso l’amministrazione comunale di Napoli, attraverso il suo conoscente Claudio de Magistris, fratello del sindaco Luigi de Magistris».

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La ricostruzione
dei carabinieri
contenuta
in una informativa

Cosa ricostruiscono i carabinieri? Secondo le indagini, il 12 marzo scorso, Colombo avrebbe contattato Claudio de Magistris, esponendogli il suo progetto, quello di utilizzare la location di Piazza Plebiscito per lo svolgimento di un flash mob. Ma Claudio, nel momento in cui avrebbe constatato che «le modalità con cui Colombo intendeva svolgere la manifestazione non erano classificabili come flash mob, gli comunicava che si sarebbe informato, evidentemente presso gli stessi uffici comunali, e lo invitava a vedersi l’indomani per parlarne di persona». L’incontro, annotano i carabinieri nell’informativa, avviene il 13 marzo, intorno alle 11.30, nei pressi del Comune di Napoli. Poche ore dopo parte lo scambio di mail (che avviene tra il cantante, la segretaria particolare del sindaco e la responsabile dell’Ufficio Cinema del Comune) che si esaurirà il 15 marzo e che alla fine porterà alla concessione delle autorizzazioni per il flash mob in Piazza del Plebiscito.

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in tv: ho avuto l’ok del fratello del sindaco

Relativamente alla conoscenza che esiste da tempo, tra Colombo e de Magistris jr, questa è confermata non solo dal cantante neomelodico (concetto ribadito anche nel corso di una intervista a Stylo24), ma dallo stesso fratello del sindaco, che dice di aver conosciuto il cantante, per lavoro (Claudio è organizzatore di eventi, ndr).

Lo scambio
di telefonate
e messaggi
tra Colombo
e de Magistris jr

A supportare la tesi di un rapporto amicale, evidenziano i carabinieri nell’informativa, ci sono pure telefonate e 154 messaggi (nel periodo che va dal 2017 a settembre scorso), che sono stati ricavati dai cellulari sequestrati agli indagati nell’ambito dell’inchiesta. Dall’analisi degli smartphone sono spuntati pure i messaggi (più di 60) e le telefonate (371) scambiati tra Claudio de Magistris e Sarah Terracciano. Quest’ultima circostanza porta i militari dell’Arma a considerare come sia «pacifico ritenere che tra i due vi sia un rapporto di grande contiguità».

L’approfondimento / L’intervista a Tony Colombo

L’informativa contiene anche un paragrafo che si occupa dei rapporti tra Tony Colombo e il primo cittadino di Napoli, Luigi de Magistris. Ci si riferisce al 2016 (periodo di campagna elettorale), e ad alcune foto pubblicate dal cantante neomelodico su Facebook, che lo ritraggono con il sindaco. Luigi de Magistris avrebbe partecipato a un concerto tenuto da Colombo al Palapartenope e a una cena, durante la quale il neomelodico scattò un selfie. E poi c’è un manifesto pubblicitario (relativo proprio all’evento del Palapartenope) su cui campeggia anche il volto del primo cittadino partenopeo. Tornando all’inchiesta, gli indagati sono in attesa che si esprima il Tribunale del Riesame sulla restituzione dei telefoni cellulari e del materiale informatico sequestrato.

La domanda
di Stylo24 che attende
una risposta
da quasi sette mesi

Nel frattempo ci sarebbe da rispondere a una domanda che Stylo24 ha rivolto all’amministrazione comunale, non appena è scoppiato il caso delle nozze trash. Chi ha autorizzato Colombo a utilizzare il logo del Comune di Napoli, che campeggia al termine del video «Ti amo amore mio»? E nel caso in cui il cantante non sia stato autorizzato, perché Palazzo San Giacomo non ha chiesto la rimozione del logo?