Nei giorni scorsi il cantante è stato ascoltato in Procura con il fratello del sindaco di Napoli.

Nella serata di ieri, domenica 19 gennaio, Tony Colombo e Tina Rispoli sono stati ospiti del programma “Non è L’Arena”, condotto da Massimo Giletti. La puntata ha toccato diversi punti, a cominciare dalle cosiddette “nozze trash” celebrate nel Maschio Angioino, fino al tanto discusso flash mob/concerto in piazza del Plebiscito. Proprio in merito alla cerimonia, il neomelodico ha presentato un documento in cui viene attestato che a celebrare le nozze sarebbe dovuto essere il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. E sebbene la firma su quel documento non sia del primo cittadino e lo stesso non abbia valore legale (è solo la ratifica di una comunicazione fatta dai diretti interessati), la spiegazione dello stesso Colombo fa porre più di qualche domanda. “Claudio mi disse che se il sindaco non avesse avuto altri impegni inderogabili, avrebbe celebrato il nostro matrimonio”. Il Claudio in questione è Claudio de Magistris, fratello del primo cittadino partenopeo. Che proprio nei giorni scorsi è stato ascoltato in Procura, con lo stesso cantante.

Ma il faccia a faccia è proseguito, diventando più aspro, proprio con l’ingresso in studio di Tina Rispoli, attuale consorte di Colombo, ma in passato legata a Gaetano Marino, ritenuto boss di spicco della camorra di Secondigliano, in particolare della zona delle ‘Case Celesti’, considerata una delle piazze di spaccio più redditizie del Sud Italia e non solo.

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Al ricevimento del tanto discusso matrimonio, cominciato con un viaggio in carrozza, con tanto di giocolieri al seguito, lungo il corso di Secondigliano, erano presenti, come riportato da una inchiesta di Fanpage, il cui direttore, Francesco Piccinini, era tra gli invitati del programma di ieri, anche esponenti di spicco di alcune famiglie mafiose. Tony Colombo e Tina Rispoli hanno respinto con veemenza le accuse, professandosi incensurati e senza alcun legame ai clan di camorra. Tanto che lo stesso cantante, ha minacciato di lasciare lo studio quando alle spalle dei due è apparsa una gigantografia che vedeva la stessa Rispoli al centro e una sorta di albero genealogico delle famiglie Rispoli e Marino. “Me ne vado, è una vergogna associare la camorra alla mia vita solo per fare audience”. Tra i servizi mostrati in studio, anche quello di un uomo che ha accusato l’ex moglie di Gaetano Marino di scendere in strada la notte per riscattare i soldi del traffico di droga. Accusa rispedita al mittente: “Lo voglio denunciare”.

Tra i contributi proposti, anche quello di Roberto Saviano, che sosteneva la tesi dei rapporti della Rispoli con la camorra. “E’ una persona malata, un depresso, un pazzo. Io ci sto mettendo la faccia. Questo non fa altro che raccontare Gomorra, attraverso quello che legge sui giornali. Non ce la facciamo più a sopportarlo. Dal 2004 racconta sempre la stessa storia”.