di Giancarlo Tommasone

L’annuncio, all’apparenza uno dei tanti, è comparso nei giorni scorsi su uno tra i più autorevoli giornali sportivi italiani. A offrirsi «in affitto» in cambio di vitto, alloggio e 300 euro al mese è una «nonna di professione». L’anziana signora che, presumiamo, abiti al Vomero o all’Arenella, assicura di essere sana, attiva, seria, un’ottima cuoca; di aver un buon carattere; disponibile a svolgere piccoli lavori domestici.
A conclusione del messaggio pubblicitario aggiunge di essere disposta a trasferirsi ovunque, basta che alla fine di ogni mese, oltre al vitto e all’alloggio a carico di chi vorrà darle l’impiego, riceva 300 euro. Per gli interessati, è possibile scriverle Fermo Posta presso gli uffici di Piazza degli Artisti a Napoli. Una modalità – oseremmo dire – romantica per farsi contattare, di altri tempi, visto che ormai basta lasciare in calce a un annuncio il numero del cellulare per essere richiamati.

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Un frame del fim «Mrs. Doubtfire»

Dunque, tra svariate proposte di offerta di lavoro da parte di governanti, colf, domestici e quant’altro, emerge anche quello della nonna in affitto. Chissà, magari potrà rivelarsi l’impiego del futuro per le persone della terza età. In fondo, viviamo nell’era delle mamme in carriera e sempre più lontane – per lavoro – dalla famiglia e dai figli. Tanto che, in molti casi, è la nonna ad essere considerata il vero angelo del focolare.

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