Raniero Madonna (nel cerchio rosso) di Insurgencia strappa le bandiere dalle mani dei compagni dell'Ex Opg Occupato

Il gelo e la distanza incolmabile dopo la rissa sfiorata al corteo anti Salvini

Ha deciso di contattare Stylo24, dopo una «profonda riflessione e il superamento di non poche difficoltà legate al fatto che vi ritengo politicamente lontani dalla dimensione in cui gravito. Ma ho concluso, seguendovi da tempo, che siate un giornale slegato dalle logiche di potere che, da sempre, combatto insieme ai miei compagni». L’occasione per scrivere alla nostra redazione, secondo quanto afferma, è nata dalla lettura di alcuni articoli che abbiamo pubblicato di recente. In particolare quello del sondaggio «fatto in casa» (che dà in testa il centrodestra in vista delle prossime Regionali) e quello del messaggio WhatsApp con le offerte di lavoro (messaggio che sarebbe stato inviato da un esponente del centrodestra a una cerchia di grandi elettori). Il nostro interlocutore è un attivista della prima ora dell’Ex Opg occupato-Je so’ pazzo di Materdei. Naturalmente, dopo aver effettuato le verifiche del caso, abbiamo potuto accertare che chi ci ha scritto fosse effettivamente un esponente del citato centro sociale. A questo punto, utilizzando Messenger di Facebook, gli abbiamo risposto, chiedendogli di rilasciarci un’intervista. Alla fine ha accettato, scegliendo l’anonimato, per ovvi motivi di opportunità.

Partiamo dalla manifestazione di sabato scorso, quella delle «sardine nere», che ha organizzato l’Ex Opg. Perché avete deciso di scendere in piazza?
«Innanzitutto per dare voce anche a chi finora è stato escluso dalla piazza spontaneista (o pseudo tale) ufficiale. Mi riferisco a migranti e rifugiati, che non hanno l’attenzione mediatica che invece è stata riservata alle ‘sardine’ di sistema, parlo di quelle che si sono radunate in Piazza Dante. E’ anche per questo che insieme al Movimento migranti e rifugiati, abbiamo deciso di manifestare sotto le insegne delle ‘sardine nere’».

Per sottolineare le differenze?
«In effetti, è così. Non abbiamo niente in comune con le ‘sardine’, se non l’antifascismo. Rispettando comunque la scelta della gente che scende in piazza contro Salvini e l’avanzare delle destre, non possiamo condividere alcunché con un movimento originato da chi sta dalla parte di personaggi come Prodi, o Renzi, per citare solo un paio di nomi».

Eppure in Piazza Dante si sono ritrovati anche esponenti dell’universo antagonista napoletano, quelli di Insurgencia, per esempio.
«Ognuno fa la sua scelta, parlo per me, ma credo di esprimere anche il pensiero dei compagni dell’Opg. C’è chi mantiene la linea, e chi invece si istituzionalizza, si snatura».

Si vende?
«Pure».

A proposito, come sono i rapporti con Insurgencia?
«Assai freddi, per non dire assai difficili da riallacciare. Fino allo scorso maggio si è cercato di ‘salvare le apparenze’. La frattura definitiva è arrivata con l’aggressione di Raniero Madonna nei nostri confronti, durante il corteo contro Salvini».

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Solo per questo motivo?
«Già questo non mi sembra poco. Posso aggiungere, comunque, e mi riferisco in generale, a chi ha scelto una strada diversa dalla nostra, che niente abbiamo da spartire con ‘spioni’ e ‘chiattille’ (alla lettera piattole, qui vuole intendere le borghesi che giocano a fare le rivoluzionarie, ndr)».

Però, nel 2016, avete appoggiato la candidatura di de Magistris, proprio insieme a Insurgencia.
«Certo, ma le cose, poi, sono cambiate. C’è chi, come noi, continua a scegliere la piazza e a muoversi nei circuiti della lotta e dell’attivismo non di facciata, e chi invece ha deciso di sedersi comodamente in poltrona, per di più pagato ogni fine mese».

Qualche nome?
«Non ne faccio, non ne ho mai fatti. E poi sarebbe superfluo. Li conoscono tutti».