giovedì, Luglio 7, 2022
HomeNotizie di CronacaNon solo Pupetta Maresca: il lato rosa della camorra

Non solo Pupetta Maresca: il lato rosa della camorra

Spietate, testarde e intraprendenti: da Amalia Stolder a Maria Licciardi

di Mauro Della Corte

Questa mattina si sarebbe dovuto svolgere il funerale di Assunta «Pupetta» Maresca. Il feretro della «lady camorra» sarebbe dovuto partire dalla sua casa in viale Europa alla volta della chiesa di Sant’Antonio per ricevere l’ultimo saluto. Ma il suo passato non glielo ha consentito. La sua vita costellata di morte, di sete di vendetta e di camorra ha impedito il regolare svolgimento del suo funerale. Così, nella serata di ieri, il questore di Napoli, Alessandro Giuliano ha deciso che non ci sarà nessuna funzione pubblica. La bara trasportata direttamente al cimitero dove verrà celebrata una cerimonia privata. Poche persone ammesse, solo i parenti stretti.

Accanto a lei ci sarà la figlia Antonella (figlia del boss Umberto Ammaturo), che le è stata vicina fino all’ultimo istante, fino a mercoledì quando si è spenta a 86 anni. Anni vissuti a mille all’ora. Dalla passione per il cinema (ha interpretato anche un film) all’omicidio di Antonio Esposito, per vendicare la morte del primo marito Pasquale Simonetti, fino alle minacce e alle parole scagliate come dardi contro il boss rivale Raffaele Cutolo. Si sa molto di Pupetta e di quegli anni, ma non tutto. Come ‘il professore di Ottaviano’, Assunta Maresca porterà con sé, nella propria tomba tanti segreti. Pupetta è da tutti considerata la prima donna di camorra, ma altre le sono succedute in ordine temporale.

Per Amalia Stolder un funerale in pompa magna

Come Amalia Stolder, moglie di Carmine Giuliano. E tra i Giuliano e gli Stolder, due famiglie camorristiche molto potenti nel Capoluogo partenopeo, ha vissuto la sua vita fino al marzo del 2011. Deceduta a 51 anni per lei un funerale in pompa magna con un carro funebre trainato da sei cavalli. A Forcella nonostante fosse una donna di camorra gli abitanti decisero di omaggiarla con le saracinesche dei negozi abbassati e un enorme corteo. Amalia Stolder non si è mai pentita della sua vita e ha sofferto il pentimento del fratello Salvatore e dei fratelli Giuliano. Lei convinse il marito Carmine a non collaborare con la giustizia.

Erminia Celeste Giuliano, che di Amalia Stolder era la cognata, provò a intraprendere la vita della camorra. Anche lei voleva essere un boss e rinsaldare le fila del clan dopo il pentimento dei suoi fratelli ma non ci riuscì. Erminia venne arrestata e ora si trova agli arresti domiciliari a Formia per gravi motivi di salute.

Rosetta Cutolo e la vita dedicata al fratello

La più celebre di tutte, dopo Pupetta Maresca, forse è Rosetta Cutolo, la sorella di Raffaele. Con il boss in galera Rosetta ha mandato avanti per anni gli «affari» di famiglia, ha intessuto tele criminali, ha retto i rapporti tra il fratello detenuto e il mondo esterno. Ha partecipato a summit di camorra. Ha dedicato la sua vita alla Nco e al ‘professore’ di cui ha sempre parlato bene: «È uno che fa cose belle». Dopo la morte del fratello vive ancora a Ottaviano ma sembra ormai lontana dagli ambienti criminali.

Teresa De Luca Bossa, prima donna a finire al 41-bis

Spostandosi in periferia, a Ponticelli, si può scoprire la storia di Teresa De Luca Bossa, prima donna a finire al 41-bis. È la moglie del capoclan omonimo Umberto e madre di Antonio. «Donna Teresa» ha assunto decisioni in prima persona, ha impartito direttive in uno dei clan più attivi della zona. Ha invece ispirato il personaggio di Scianel in Gomorra Maria Licciardi, arrestata lo scorso 7 agosto. Chiamata ‘a piccerella’ per il suo fisico minuto, ha retto l’omonimo clan dopo la morte del fratello Gennaro. Temutissima, era considerata il vertice del cartello dell’Alleanza di Secondigliano, aveva rapporti con i clan Contini, Vanella Grassi, Di Lauro e Polverino.

Le sorelle Aieta e la «vedova nera della camorra»

Queste sono le più famigerate ma non sono le uniche donne che hanno dedicato la propria vita al «malaffare». Nell’Alleanza di Secondigliano ci sono anche Rita, Maria e Anna Aieta che hanno sposato Patrizio Bosti, Edoardo Contini e Francesco Mallardo. Da Afragola invece arriva la storia di Anna Mazza, soprannominata la «vedova nera della camorra», morta nel 2017. Anna era sposata con Gennaro Moccia e dopo la sua morte negli anni ‘70 diventò capoclan. È stata la prima donna condannata per reati di associazione mafiosa.

Assunta Sarno, invece, pagò la sua relazione con Peppe Misso e fu ammazzata all’uscita dell’autostrada di Napoli mentre ritornava da un processo dove aveva ascoltato la sentenza per la strage del treno 904 avvenuta nel dicembre del 1984. Quella sentenza decise il proscioglimento di Misso. Lo stesso giorno però i killer la uccisero con un solo colpo di pistola diretto alla bocca. Fu un brutto colpo per Giuseppe Missi (così iscritto all’anagrafe per un errore, anche detto ‘O nasone), forse un segnale per invitarlo a tacere.

Leggi anche...

- Advertisement -