Imperatore Vincenzo De Luca

La minaccia di una nuova chiusura delle scuole è un colpo ferale a genitori e studenti. Non ci resta che sperare in San Tar

di Barbara Tafuri

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Ma se po’ campa’ accussi’? Ma si può aspettare l’esito di una riunione dell’Unità di Crisi regionale come si attende il risultato di una Tac?

Ma si può passare il pomeriggio in un tam tam di messaggi e telefonate per capire sto referto che dice?

La cronaca della giornata in cui era attesa la decisione – come sempre ventilata il venerdì nel consueto appuntamento su Facebook – del Governatore De Luca sulla chiusura delle scuole inizia di buon mattino.

Chi segue la situazione da settimane sa che dopo la decisione del Tar e i paletti che il tribunale amministrativo gli ha messo fra le ruote, il Presidente ha chiesto ai suoi di mettere a punto una ordinanza a prova di ricorso.

Così oggi, mentre l’ansia saliva di ora in ora, si sono susseguite tutte le ipotesi possibili e immaginabili.

Chiude tutte le scuole! Dichiara zona rossa! Fa una maxi ordinanza che ci chiudono tutti nei vagoni dei treni come nel vecchio film Cassandra Crossinng con la Loren e ci abbandonano su un binario morto! Lo può fare? No, non lo può fare. Sicuro? Aspetta, ricontrolliamo.

Post su post, whatsapp su whatsapp, minuti che passano, notizie che non arrivano.

Professori in stand by, dirigenti scolastici con la circolare pronta da pubblicare sul sito nel caso da domani si torna tutti in Dad.

Prepariamo lo zaino? No, aspetta, che magari domani ti serve solo che ti levi il pantalone del pigiama a mamma!

Ansia, ansia. Sono le sette di sera, possibile che non si sappia ancora nulla? Che starà dicendo zio Bicienz agli esperti dell’Unità di Crisi? Quali numeri a supporto della sua volontà di richiudere gli istituti scolastici starà mai sciorinando? Quei 545, 891, 456 senza un riferimento? Che se uno ha una infarinatura di statistica, figuriamoci se poi ha fatto almeno un esame all’Università, sa che in senso assoluto non significano nulla. Quei cinque contagiati del Mercalli su oltre mille studenti che sono lo 0 virgola zero zero zero qualcosa?

O i numeri che gli forniscono i dirigenti scolastici “amici” dove si fanno mappature sulla base degli isolamenti fiduciari, o quei dati della Asl Napoli 1, come ha scritto Clementina Sasso di Pillole di Ottimismo su Fb, per cui “su 31 studenti positivi, 19 sono con contatti positivi in famiglia (61%) e 1 con famiglia negativa (3% e studente in DAD)”?

Ragionamenti su ragionamenti, mentre il pomeriggio passa e la tensione aumenta.

Sono le sette e mezza circa e… coup de théâtre! Due lanci di agenzia “sciolgono la gloria”. Nel primo si viene a sapere che De Luca ha espresso il suo parere: niente scuola in presenza, per nessuno, per alcun grado di istruzione, per tutta la Regione. Amen.

Ma, attenzione, pochi minuti e l’Unità di Crisi pubblica un comunicato stampa dove spiega che passa la palla infuocata a prefetti e sindaci. Per la serie: i numeri sono questi, valutate voi “per ogni singola realtà locale il necessario passaggio alla didattica a distanza fino alla fine del mese di febbraio”. Arrivederci e grazie.

La preoccupazione passa all’improvviso.

Luigi, Giovanni, Francesca, Maria preparate le cartelle, domani in presenza!

Quante domande e considerazioni restano da fare? Tante. La prima è che il Governatore, che non tuona più contro cinghialoni e movida, continua il suo braccio di ferro con chiunque chiede di aprire le aule. Adesso che ha finito con la Azzolina, che dirà a Draghi che ha addirittura proposto di aprirle fino all’estate?

In secondo luogo, pare chiaro che l’ordinanza sulla scuola non può farla, nonostante abbia la penna sempre pronta sul tavolo per la firma, altrimenti, oramai lo conosciamo no?, l’avrebbe fatta.

Infine, i sindaci che faranno? Di sicuro la sudditanza politica a De luca giocherà il suo ruolo. Come giocherà il contrario.

Che tristezza, che profonda tristezza tutto questo. Chi soffre di crisi di panico lo sa, dopo un attacco, resta un grande senso di vuoto. Il vuoto oggi è pieno del diritto alla scuola che gli studenti campani possono ottenere a colpi di carte e di ricorsi al Tar, di proteste dei genitori, dei sindacati, dei ragazzi stessi.

L’ansia di oggi è passata. Ma se po’ campa’ accussi’ ancora assai?