L’ex leader campana della Cisl era stata portata in giudizio da Salvatore Denza, autore del dossier alla base del processo conclusosi a dicembre con un verdetto di non colpevolezza

Salvatore Denza, il funzionario che aveva preparato un avvelenato dossier contro Lina Lucci – ex segretario generale della Cisl Campania dal 2009 al 2016 – dossier su cui era basata l’accusa che l’aveva portata a giudizio, è stato condannato al pagamento delle spese legali dal Tribunale di Napoli.
Un altro successo per la combattiva leader sindacale che il 17 dicembre scorso ha visto chiudere il processo a suo carico con assoluzione con formula piena per non aver commesso il fatto. Con sentenza del 5 gennaio scorso il giudice partenopeo Fabio Magistro ha messo invece la parola fine ad un giudizio promosso nel 2018 proprio da Denza con una richiesta di risarcimento danni alla Lucci per oltre 120mila euro per una presunta diffamazione a mezzo stampa.

Al centro della richiesta risarcitoria alcune dichiarazioni rese alla stampa dall’ex segretario campano del sindacato bianco tra cui «non mi darò per vinta fino a quando i lavoratori stessi non comprenderanno a quale congiura sono stata sottoposta e non aspetterò certo il giudizio per continuare la mia battaglia di verità. Il sindacato è una cosa seria, la Cisl è sana ma vanno isolati quei criminali che per interessi personali fanno perdere di credibilità all’intera organizzazione». Una dichiarazione resa da Lina Lucci alla stampa quando era ancora in corso il processo determinato da una denuncia-querela dell’ex commissario Piero Ragazzini, oggi segretario generale nazionale dei pensionati della Cisl, proprio sulla base del dossier preparato dal Denza, come detto. Parole che oggi, dopo la sentenza a firma del giudice Sandra Lotti che nel dicembre scorso ha liberato con determinazione Lina Lucci da ogni ombra, suonano come un gong per la Cisl e per Denza. Difesa dagli avvocati Umberto ed Aldo Corvino, la Lucci ha incassato un’altra sentenza favorevole che si aggiunge a quella dello scorso dicembre alla quale è seguita la revoca della sospensione dall’attività sindacale dei giorni scorsi.

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Un altro passo in avanti in una vicenda surreale, raccontata passo passo da Stylo24.it, che ha aperto uno squarcio in un mondo, quello sindacale, fatto di dossieraggi, spionaggi, videoriprese abusive ma anche di imbarazzanti disordini amministrativi, storie di parentopoli e arricchimenti personali di dirigenti sindacali che hanno fortemente compromesso l’immagine del sindacato bianco.

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