Armando Del Re (arrestato per il ferimento di Noemi) è il figlio di Vincenzo Del Re, considerato affiliato ai Di Lauro

di Giancarlo Tommasone

Il blitz scattò il 2 febbraio del 2011, condotto dalla guardia di finanza e portò all’esecuzione di oltre 40 misure di custodia cautelare in carcere. L’operazione coinvolse anche Vincenzo Del Re, detto ’a pacchiana, considerato a capo di una rete di spacciatori che agiva nelle zone di Secondigliano, Melito e Giugliano. Vincenzo Del Re, 51 anni il prossimo giugno, è il padre di Armando e Antonio, i due fratelli arrestati ieri per la sparatoria del 3 maggio scorso, in Piazza Nazionale.

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Il primo è ritenuto essere l’esecutore del raid che ha portato al ferimento di Salvatore Nurcaro, obiettivo dell’agguato, la piccola Noemi (ricoverata al Santobono) e la nonna della bimba (ferita di striscio a un gluteo). Il secondo, 18 anni, avrebbe dato appoggio al fratello 28enne, durante la fuga.

L’arresto di Armando e Antonio Del Re
per la sparatoria in Piazza Nazionale

E’ certamente un ras di primo livello, secondo gli inquirenti che da anni si occupano di lui,  Vincenzo Del Re (attualmente detenuto nel carcere di Siena), legato a doppio filo all’organizzazione criminale capeggiata da Paolo Di Lauro (clan per il quale gestisce il racket degli stupefacenti nella zona di Via Danubio a Melito).

A tratteggiarne la figura di Del Re, quale responsabile
di una importante piazza di spaccio, è pure
il collaboratore di giustizia, Maurizio Prestieri

Il boss pentito, Maurizio Prestieri

Le dichiarazioni del pentito, risalenti al 2008, finiscono in una corposa informativa del Nucleo investigativo dei carabinieri di Castello di Cisterna, datata ottobre 2009, e relativa all’operazione «Blow», che in italiano si traduce con il termine «soffio». Il titolo è ispirato a quello di una famosa pellicola del 2001, interpretata da Johnny Depp, e che narra la storia di George Jung, il punto di riferimento negli Usa degli anni Settanta, per il traffico della cocaina colombiana per conto di Pablo Escobar.

Il boss degli scissionisti, Arcangelo Abete

Prestieri attraverso dichiarazioni verbalizzate il 16 aprile del 2008, racconta agli inquirenti dell’ascesa criminale di Vincenzo Notturno, alias Vector, e spiega come siano organizzate le piazze di spaccio prima della faida scoppiata nel 2004, tra l’esercito dei Di Lauro e quella degli Scissionisti (gruppo a cui aderirà tra i primi lo stesso Notturno).

«Voglio ora, per una più corretta disamina, elencare tutte le persone che hanno lavorato con me nel traffico di sostanza stupefacente e (tra) gli stessi c’è Vincenzo Notturno detto “Vector”; vi era poi una miriade di spacciatori che allo stato non ricordo ma sono facilmente individuabili perché erano tutti difesi dallo stesso avvocato, che era il difensore di tutti coloro che agivano nelle piazze di spaccio gestite da me», spiega il collaboratore. Che poi parla di Del Re.

Paolo Di Lauro
Paolo Di Lauro in una foto del 2014

«Sottoposto al Del Re Vincenzo su detta piazza, vi era anche Enzo Notturno “Vector”, il quale prima della sua ascesa criminale era uno spacciatore al dettaglio, prima sulla piazza di hashish e successivamente su quella di cocaina. Successivamente, come già riferito, detta piazza di spaccio, su ordine di Rosario Pariante è stata da me ceduta proprio al Notturno e ad Arcangelo Abete», continua Prestieri.

L’incontro organizzato
a Rimini,
tra Vincenzo Del Re
e il boss Paolo Di Lauro

Il pentito poi racconta dell’incontro avvenuto tra Del Re (che abitava in Via Fratelli Cervi, a Scampia) e Paolo Di Lauro: «Dopo la cessione della piazza di cocaina all’Abete e al Notturno, il Del Re Vincenzo conosce, per mia intercessione, di persona, Paolo Di Lauro e ciò a Rimini». Infine sul fatto che avesse dovuto cedere la piazza di spaccio, «voglio precisare mi lamentai con Paolo Di Lauro, il quale mi disse che non devo fare storie perché avevo comunque altre piazze di spaccio e che era importante tenersi vicino Notturno e Abete perché erano persone che sparavano».

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