La sede della Procura di Napoli (Stylo24)
La sede della Procura di Napoli (Stylo24)

L’indagine partita da Napoli.

Biglietti di viaggio sulla tratta Napoli-Capri e la manutenzione e il rimessaggio gratuiti di un gommone in cambio di notizie coperte da segreto su un’indagine riguardante un ex senatore: l’ex capo dell’ispettorato del Ministero della Giustizia Andrea Nocera è stato iscritto nel registro degli indagati a Napoli nell’ambito di una attività investigativa che coinvolge l’ex senatore di Forza Italia Salvatore Lauro e un suo socio, l’armatore sorrentino Salvatore Di Leva, amministratore della società “Alilauro Gruson”. Per tutti si ipotizza il reato di corruzione in concorso. Per questo, come riporta un articolo di ‘Repubblica’, a firma del collega Dario Del Porto, giovedì scorso, i pm di piazzale Clodio hanno interrogato Di Leva insieme ai colleghi napoletani.

La vicenda sarebbe emersa da una intercettazione risalente allo scorso mese di aprile, captata grazie a un trojan inoculato sul telefono cellulare di uno degli indagati. Il virus degli investigatori ha registrato quanto si dicono, nel cantiere di Di Leva, il magistrato, l’ex senatore e l’armatore, mentre sono in compagnia di un noto commercialista, Alessandro Gelormini, già in carcere, malgrado ottantenne, per un altro procedimento giudiziario. Da queste informazioni emergono anche i nomi di uno 007 (un ufficiale della Guardia di finanza in servizio presso la presidenza del Consiglio) e di un altro magistrato, che sarebbe anche lui in rapporti con Di Leva, la cui posizione è attualmente al vaglio degli inquirenti.

L’indagine per la quale, secondo i sostituti procuratori napoletani titolari del fascicolo, l’ex capo dell’Ispettorato del Ministero della Giustizia è indagato, riguarda reati societari che vedono coinvolto l’ex senatore Lauro. Ed è partita, come riporta ‘Il Fatto Quotidiano’, in un articolo dei colleghi Vincenzo Iurillo e Stefano Caselli, con un trojan sul cellulare di un uomo ritenuto contiguo alla camorra, Giovanni Buonocore, detto ‘o animale, al centro di un fascicolo della Dda di Napoli sugli interessi del clan D’Alessandro nelle concessioni demaniali di Castellammare di Stabia. Le intercettazioni del magistrato campano trasmesse a Roma raccontano un possibile scambio di utilità con imprenditori vicini a Nocera. Anche se non è detto che questo scambio sia avvenuto o solo millantato. Giovanni Buonocore è il padre di Catello, diventato famoso per essersi gettato in mare su uno scooter per scommessa con il calciatore Mario Balotelli.

E sebbene la motivazione addotta sia “ragioni personali”, non si esclude che le dimissioni dell’ormai ex capo dei “007” del ministro Alfonso Bonafede, giunte dopo un anno e mezzo di lavoro, possano essere invece riconducibili proprio a questa indagine partenopea. Andrea Nocera ha chiesto al Csm di tornare nel suo ufficio di provenienza, il Massimario della Corte di Cassazione e il plenum ha dato il via libera. Tra le ultime missioni di Nocera c’era stata quella al tribunale dei Minori di Bologna e alla procura di Reggio Emilia, disposta dal ministro Bonafede e legata alla vicenda degli affidi illeciti. Anche l’ex sostituto procuratore di Roma Luca Palamara è stato inquisito dall’ex capo dell’ispettorato del Ministero della Giustizia. Nocera, da tutti definito un magistrato integerrimo, venne scelto da Bonafede al termine di circa 50 colloqui. Al suo attivo un centinaio di azioni disciplinari.

Si dice amareggiato, intanto, l’ex senatore Salvatore Lauro. “Ho appreso, con sorpresa, dalla stampa, di essere indagato per corruzione in concorso con un magistrato, il dottore Andrea Nocera, e l’imprenditore Salvatore Di Leva. La notizia – sottolinea – mi ha profondamente amareggiato in quanto sono certo di non aver commesso alcun reato”. “Ho piena fiducia nell’operato degli inquirenti – conclude Lauro – ai quali mi auguro di poter fornire ogni chiarimento nel più breve tempo possibile”.