venerdì, Ottobre 7, 2022
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«No alla candidatura»: Caputo rompe con i vertici di Italia Viva

Si complica il già precario rapporto tra l’assessore deluchiano e i renziani. E ora De Luca che farà?

Non sono molto sereni gli animi all’interno di Italia Viva. A testimonianza di ciò, quanto è accaduto questa notte nella riunione del movimento renziano in cui si è discusso delle candidature alle prossime elezioni. Durante l’incontro c’è stata la rottura tra l’assessore regionale Nicola Caputo e gli esponenti nazionali. Secondo quanto è trapelato, l’assessore avrebbe chiesto una candidatura a Caserta. L’inserimento in lista non ha trovato la sponda dei vertici romani che hanno scelto di non concedergliela. E così l’uomo di fiducia di Caputo, Pasquale Bello, ha votato in assemblea contro la presentazione delle candidature.

Tutto ciò potrebbe però portare, indirettamente, grossi problemi anche al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca. Se Nicola Caputo scegliesse di lasciare Italia Viva, il governatore si ritroverebbe con un ruolo importante (l’assessore all’agricoltura) ricoperto da un esponente politico senza nessuna rappresentanza in consiglio regionale.

Un problema che potrebbe portare il presidente De Luca a dover operare un rimpasto per assegnare nuove deleghe a un esponente renziano ed, eventualmente, rimuovere proprio Caputo dall’assessorato poiché sprovvisto di un partito di riferimento. Sempre che non decida di entrare in una delle liste di riferimento del governatore. Tutti scenari possibili pur nella consapevolezza, fanno trapelare fonti renziane, che di fatto Caputo non è mai stato considerato un autentico esponente di Italia viva quanto, invece, un «assessore deluchiano con la tessera del partito di Renzi».

Lo scontro con Gabriele Mundo

Il caso Caputo però non è stato l’unico. Quella di ieri, infatti, si è rivelata una «notte dei lunghi coltelli». Come raccontato da Stylo24, si è registrato anche lo scontro tra i vertici del partito e Gabriele Mundo, dopo che quest’ultimo aveva provato a giocare al rialzo chiedendo un seggio in più, oltre quello per la consorte Annamaria Maisto. Seggio che non è stato accordato e che ha riportato in auge il nome della coordinatrice provinciale Graziella Pagano.

Buonajuto allontana la candidatura

Allontana l’ipotesi di una sua discesa in campo, invece, il primo cittadino di Ercolano Ciro Buonajuto. L’ipotesi di una sua candidatura era venuta fuori dopo che alcuni rappresentanti dei comitati di Italia Viva avevano indirizzato al leader Matteo Renzi una lettera nella quale chiedevano il suo inserimento nelle liste.

«Ciro per tanti di noi, donne e uomini, da sempre riformisti, liberali, donne e uomini liberi e disinteressati, paghi del proprio lavoro ma “interessati” alla cosa pubblica, rappresenta la buona politica», si legge in un passaggio della lettera. A firmarla il Comitato Crescita Napoli, Coordinamento Napoli 2030, Comitato Ritorno al Futuro Castellammare, Comitato Torre Libera, Comitato di Azione Civica Penisola Sorrentina, Comitato Civico Costiera Amalfitana, Comitato ‘Monti Lattari’.

«Ho saputo che i comitati di Italia Viva hanno preparato una nota in favore della mia candidatura. Li ringrazio, ma io già ho l’onore di servire la mia città e continuerò questo percorso», ha spiegato Buonajuto. «Invito tutti a non perdere di vista l’obiettivo principale, ovvero far crescere il progetto del Terzo Polo che rappresenta l’unico argine contro il populismo e il sovranismo. A Napoli saranno candidati i leader nazionali e tutta la nostra straordinaria comunità li sosterrà con determinazione e lealtà».

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