Il consigliere comunale Nino Simeone

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di Giancarlo Tommasone

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Rimpasto in Giunta al Comune di Napoli, siamo in dirittura d’arrivo. Nella giornata di domani, dopo il rinvio forzato di alcuni giorni, dovrebbero essere ufficializzate le nomine di Monica Buonanno e di Laura Marmorale. Sostituiscono gli assessori Maria D’Ambrosio e Alessandra Sardu. Sui cambi effettuati nella squadra del sindaco Luigi de Magistris, ma anche sul momento non proprio facile che starebbe attraversando Palazzo San Giacomo, Stylo24 ha raccolto le considerazioni del consigliere comunale di Agorà, Nino Simeone.

Sulla questione Giunta è stato alquanto critico con il sindaco.
«Più che critico, voglio sottolineare il fatto che sono sempre molto schietto. Non ho chiesto niente, ho solo rilevato e fatto notare la necessità di dare nuovo impulso a questa amministrazione. Questa Giunta, bisogna dirlo, è stanca. Non ha lo stesso spirito che aveva una volta. Ci sono assessori che non fanno mistero circa quella che va definita proprio stanchezza».
Mancanza di stimoli o cosa?
«Stanchezza mentale soprattutto, o almeno questa è la sensazione che abbiamo. Magari ci sbagliamo, anche se qualcosa bisogna fare. Così non va bene. La città, d’altro canto, chiede impegno, passione per risolvere i problemi. Qui nessuno pretende la bacchetta magica, perché non esiste, ma la cosa da evitare assolutamente, il fattore deleterio, è quello della strafottenza».
Un esempio?
«La questione di Piazza del Plebiscito. In commissione dissi: non aprite ancora il cantiere, aspettiamo che ci arrivino risposte dal ministero, a cui tra l’altro avevo scritto. Invece, mi sono sentito dire che bisognava andare avanti, certi ‘professori’ dichiararono che c’erano già tutti i pareri. Qual è stato il risultato? E’ arrivato il blocco da parte del ministro».
Ripercussioni?
«L’esposizione alle vertenze delle aziende. Vorrà dire che poi la Corte dei Conti saprà a chi dare le responsabilità di quanto si è verificato». 

Parliamo dei nuovi assessori, Buonanno e Marmorale. Li conosce?
«No, ma mi dicono che si tratti di persone in gamba. Quindi di innesti scelti con la valutazione necessaria. Io personalmente, lo ribadisco, sono per una Giunta nuova, con un nuovo spirito. Per questo motivo posso sembrare anche alquanto contrariato rispetto a quello a cui abbiamo assistito ultimamente».
Si riferisce a qualcuno o a qualcosa in particolare?
«Non riesco a sopportare l’ingerenza da parte di qualcuno a Palazzo San Giacomo. Qualcuno che non è sindaco e che si permette di fare il deus ex machina. Io ho fatto la campagna elettorale con la consapevolezza di votare un sindaco che si chiama Luigi de Magistris».
Quel qualcuno è Attilio Auricchio?
«Questo lo dice lei».
Va bene, allora, le chiedo: cosa pensa del doppio ruolo (politico e gestionale) di Auricchio, che oltre a essere capo di Gabinetto è anche direttore generale del Comune?
«L’unico che ha – in questa amministrazione e per amministrazione intendo la Giunta – un ruolo politico è il sindaco Luigi de Magistris. Il quale, a me, presidente Commissione Trasporti, non ha mai parlato di Attilio Auricchio, come di una figura politica. Ma solo nei termini che lo inquadrano come suo stretto collaboratore. Se si vuole vestire i panni di politici, bisogna essere votati. Poi magari puoi fare anche politica non stando nelle istituzioni, ma vai a fare un’altra cosa, non certo il direttore generale del Comune di Napoli. Ribadisco, non ho niente contro Auricchio, ho soltanto l’esigenza personale e politica di avere un unico interlocutore. Una sola voce, ed è quella di Luigi de Magistris».
Il percorso, da parte del sindaco, è stato tracciato?
«Attendo che Luigi de Magistris indichi la strada e mi faccia capire se è cambiato qualcosa. Perché io non sono di quella sinistra ‘oltranzista’ che fa capo ai centri sociali, nei confronti della quale, voglio sottolineare, ho il massimo rispetto. Però, io sono un moderato di natura. Quello dei centri sociali è un mondo che non mi appartiene. Ho deciso di condividere con questo mondo un percorso, ma mettendo in chiaro dei distinguo. Di contro aspetto di sapere se il sindaco voglia continuare a coinvolgere l’area moderata intorno a lui. Anche perché deve considerare, che non è stato eletto soltanto con l’appoggio dei ragazzi dei centri sociali».

Lei, dunque, come componente dell’area moderata, non si sente coinvolto.
«No, non mi sento più coinvolto. Aspetto, però, che qualcuno mi aiuti a comprendere il perché di questa cosa. E me lo aspetto da una persona come Luigi de Magistris, che con me è stata sempre corretta, senza mai prevaricare, avendo grande rispetto per me e la mia storia. Una persona a cui tra l’altro, riconosco il fatto che mi sia stata a sentire sulla vicenda Anm».
Quanto tempo ancora durerà questa maggioranza?
«Tutto verte intorno alle scelte politiche di de Magistris. Le condizioni per poter andare avanti dipendono dalle decisioni del sindaco. La politica è una cosa troppo seria, la deve fare Luigi de Magistris senza delegare. Perché nessuno dei delegati scesi in campo finora, di volta in volta, si è dimostrato all’altezza del compito».

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