Aniello Bobo Esposito e Nicola Oddati

di Giancarlo Tommasone

E’ singolare il fatto che il Pd continui a servirsi di Facebook, per affrontare temi importanti per il partito; temi che meriterebbero confronti e approfondimenti di ben altra natura e in ben altra sede, rispetto alle «lamentele virtuali» sulle piazze social. Eppure capita così. La discussione è innescata da un post di Nicola Oddati, responsabile del Mezzogiorno per la Segreteria varata da Nicola Zingaretti.

Il Partito democratico
e le discussioni su Facebook

L’occasione è data da un dibattito che si è tenuto nelle scorse ore a Maratea. In calce al post, ci sono pure i commenti di Aniello Esposito, detto Bobo, capogruppo dei dem in Consiglio comunale a Napoli. «Ancora comportamenti sbagliati. La sezione Pd di San Giovanni (a Teduccio, ndr) organizza una iniziativa importante. E io non vengo né chiamato, né avvisato. Tengo a precisare che sono iscritto a quella sezione, ho votato il segretario di quella sezione. Sono il consigliere comunale di San Giovanni e per finire sono il capogruppo in Consiglio comunale. Se si continua ancora così è la devastazione del Pd. Questi comportamenti allontanano i nostri elettori. La segreteria nazionale che io ho votato dovrebbe ascoltare le mie ragioni», scrive Esposito. E Oddati gli dà ragione. Ma perché Esposito utilizza Facebook per parlare di una cosa che ritiene così importante? Lo spiega lui stesso: «Utilizzo Facebook perché non riusciamo a sentirci più e a vederci». Tramite questa ammissione, però, il consigliere comunale, non fa altro che confermare, laddove ce ne fosse bisogno, che ormai il Pd non riesce più a comunicare, nemmeno all’interno del partito, e che non c’è dialogo fra gli stessi esponenti del soggetto politico.

Le lamentele social di Aniello Esposito,
capogruppo del Pd in Consiglio comunale
(senza avere la tessera del Pd)

La cosa sfiora il ridicolo quando Bobo, dopo che Oddati gli ha promesso, che proporrà una riunione del circolo, scrive: «Continuo a non essere iscritto al Pd e tutto il mondo sa perché. Anche il sindaco di Milano è iscritto. Perché non dovrei prenderla io,dopo tantissimi anni di onorata militanza e essere stato colpito dal fuoco amico?». E poi: «Vorrei tanto parlarne con il mio segretario nazionale». A questo punto, ci saremmo aspettati la risposta di Oddati, o meglio la domanda a Esposito, vale a dire: perché sei capogruppo, senza avere la tessera? La cosa, però, ipotizziamo, avrebbe reso ancor più ridicolo lo scambio di battute social. Come riportò, in esclusiva, Stylo24, a gennaio scorso, Aniello Esposito riveste il ruolo di capogruppo dei dem, senza avere la tessera del partito dal 2018.

Bobo, a novembre del 2018, ha patteggiato una condanna a sei mesi per la vicenda delle candidature «fantasma», nelle liste dell’allora candidata sindaco democrat, Valeria Valente (oggi al Senato). Il sei dicembre scorso, relativamente alle condanne penali susseguenti all’inchiesta che ha interessato Aniello Esposito, Salvatore Madonna (i primi due consiglieri comunali a Napoli), Antonio Borriello e Gennaro Mola, si è riunita la Commissione di Garanzia del Partito democratico metropolitano di Napoli. «Relativamente alle condanne penali riportate dagli organi di stampa e comminate a Salvatore Madonna, Antonio Borriello, Aniello Esposito e Gennaro Mola, si è accertato che alla data odierna, l’unico iscritto al Pd per l’anno 2018 e per il quale questa commissione può emettere un provvedimento è Antonio Borriello», è scritto nel documento relativo alla seduta del sei dicembre. Per quanto riguarda, invece, Esposito, Madonna e Mola, «dall’anagrafe validata in data odierna non risultano aver rinnovato l’adesione al Pd per l’anno 2018; in ogni caso – è riportato ancora nel documento – per i fatti de quo, per gli stessi, è perciò preclusa una eventuale iscrizione al partito per l’anno 2018».