Il procuratore capo di Catanzaro, Nicola Gratteri

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di Giancarlo Tommasone

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Chissà, magari con Lega e M5S al Governo, potrebbe avere maggiori feedback positivi l’idea che Nicola Gratteri propone da anni: quella relativa allo scioglimento della Direzione investigativa antimafia.

Durante un’intervista pubblica, TENUTA
in piazza, a Diamante (Cosenza),
il capo della Procura di Catanzaro
ha ribadito il concetto

Gratteri dice di aver girato la richiesta, lo scorso Ferragosto, al ministro dell’Interno, Matteo Salvini. «Il ministro sciolga la Dia e faccia tornare nei corpi di appartenenza i poliziotti, i carabinieri e i finanzieri», ha affermato il magistrato. Il motivo di tale domanda va ricercato, secondo quanto dichiara, nella «necessità di dare impulso a inchieste» che rischiano altrimenti di languire, di restare ferme a causa della mancanza di investigatori. E dunque, nel frattempo che si concretizzino i concorsi per l’ingresso di nuovi appartenenti alle forze dell’ordine, questa sembra al magistrato l’unica iniziativa da perseguire per reclutare uomini necessari alle indagini.

Inoltre, in tal modo, spiega sempre il procuratore capo,
«si risparmierebbero milioni di euro che servono per pagare le auto
dei dirigenti. Si troverebbero così le risorse
per pagare gli straordinari alla polizia giudiziaria
»

Non è la prima volta, come scrivevamo, che Gratteri tocca il delicato tasto dello scioglimento della Dia. Già a dicembre del 2015, infatti, quando era aggiunto a Reggio Calabria, e al Governo c’era Renzi, il magistrato aveva dichiarato: «Dovremmo incominciare a tagliare ciò che non serve. Anche al ministero degli Interni ci sono degli sprechi. Ad esempio se io avessi potere, ridurrei le tutele del 98% in Italia. Ma anche nelle scorte si può risparmiare, ragionando seriamente. Dopo l’omicidio Biagi, per paura che possa accadere un’altra situazione analoga, si è iniziato ad esagerare». E poi si era espresso proprio sulla Dia: «Inoltre dico che dobbiamo sciogliere la Dia che è una struttura che oggi fa solo misure di prevenzione. Le stesse misure di prevenzione le fanno le questure, la guardia di finanza, i carabinieri, per cui sono doppioni, tripli».

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