di Giancarlo Tommasone

La fretta di «individuare» le ditte da inserire nella lista che andrà poi consegnata al rup (nel caso il funzionario Gianluca Esposito), e la paura per un accesso dell’Anac al porto di Napoli (registrato a novembre del 2016) e riportato dagli organi di stampa. Sono i problemi che si trovano ad affrontare e a gestire gli imprenditori Pasquale Ferrara e Giovanni Esposito (detto il castellone), arrestati nell’ambito dell’inchiesta sul presunto giro corruttivo presso lo scalo partenopeo (sette, in totale, le misure di custodia cautelare eseguite, circa venti gli indagati).

Le accuse contestate, a vario titolo, sono quelle di associazione per delinquere finalizzata alla commissione dei reati di corruzione, turbativa d’asta e frode in pubbliche forniture. Tornando alle preoccupazioni di Giovanni Esposito e di Pasquale Ferrara, – annotano gli inquirenti – il 15 novembre del 2016, si ritrovano a parlare e la conversazione è captata dalla microspia installata nell’auto di Ferrara.

Il pm Henry John Woodcock

Si tratta dell’elenco delle società «amiche» da invitare a una gara «pilotata», il cui esito, quindi è già deciso.«Il dialogo – è annotato nell’ordinanza – verte sulla composizione delle ditte da inserire nella lista, ma è anche segnato dalla preoccupazione di definire velocemente la questione perché sui giornali è stata riportata un’indagine dell’Anac a carico dell’Autorità portuale di Napoli».

Pasquale Ferrara: «I giornali li hai letti o no?».
Giovanni Esposito: «Eh…».
Pasquale Ferrara: «Sentimi un poco… là, il fatto è serio».
Giovanni Esposito: «Il fatto di dentro».
Ferrara spera che la questione si sgonfi presto e che si tratti solo della classica «bolla di sapone». «Speriamo, Pasquale – gli risponde Esposito – altrimenti si mette in moto una bomba che non finisce mai».
Pasquale Ferrara: «Sono venuti quelli dell’Anac di Cantone, qua nel Palazzo (intende la sede dell’Autorità Portuale), dice il giornale».
La preoccupazione dei due, annotano gli inquirenti, è che qualcuno coinvolto nel presunto giro corruttivo, parli. «La preoccupazione sai qual è? E’ che qualche scemo di questo, nella debolezza, viene meno», afferma Esposito. Da qui la necessità esternata di muoversi nello stilare la lista e di fare attenzione. «Pasquale, mamma mia, sta diventano talmente difficile la cosa, si deve andare con i piedi di piombo», dice il castellone.