di Giancarlo Tommasone

Attraverso un documento, il sindacato di polizia locale Snavu 2.0, ha voluto ringraziare i colleghi-elettori, per l’elezione di due rsu. Si tratta di Claudio Lamari e di Vincenzo Di Rosa. Ma, secondo quanto è riportato nel comunicato, non sono state elezioni facili quelle di metà aprile, anzi Snavu 2.0 rivendica tutta una serie di presunti «ostacoli», i classici «bastoni tra le ruote» che la rappresentanza avrebbe dovuto superare per arrivare a un risultato considerato, dalla stessa sigla, «importantissimo».

Lo «scontro» avrebbe avuto luogo non solo sul terreno interno al sindacato, infatti, la partita si sarebbe giocata pure tra Snavu 2.0 e il Comando di polizia municipale di Napoli

«Improvvisamente, per motivi non ancora ufficialmente noti, quindi inspiegabili, l’allora segretario generale della nostra organizzazione, Ernesto Marra, compiendo un atto illegittimo per eccesso di potere, con un colpo di mano, il 14 marzo del 2018, ha ‘azzerato’ tutte le cariche conferite poche settimane prima inventando un improbabile commissariamento mai avvenuto né tanto meno notificato agli iscritti arrecando danni di immagine incalcolabili per il sindacato», è scritto nero su bianco sul documento redatto da Snavu 2.0.

Snavu 2.0 e la partita che si gioca su due fronti

Sarebbe finita anche all’attenzione del Comando di polizia locale tale querelle, tanto è vero che con una nota siglata dal comandante dei vigili, Ciro Esposito, è stato espressamente ribadito – ad urne aperte: «Questo Comando sta ricevendo da settimane e a più riprese note su carta intestata di una organizzazione sindacale denominata Snavu 2.0. Le stesse (note) evidenziano una conflittualità interna in merito alla rappresentanza della predetta (sigla sindacale) da parte di diversi soggetti. Ora non è certo competenza, in particolare di questo Comando, e più in generale della pubblica amministrazione, dirimere una conflittualità connessa ad attribuzioni e cariche interne a un soggetto privato che si muove con proprio statuto e regole».

Il comandante della polizia municipale, Ciro Esposito
Il comandante della polizia municipale, Ciro Esposito

La nota del Comando della polizia municipale di Napoli

Nella nota a firma di Esposito è sottolineato che «la richiamata sigla sindacale non è dotata di rappresentatività né in sede nazionale, e quindi neanche in sede locale e, pertanto, comunque non gode, delle previste prerogative sindacali neanche per i propri dirigenti, che invece sono attribuite alle sole organizzazioni individuate dall’Aran (Agenzia per la rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) e firmatarie del contratto collettivo nazionale di lavoro». Non si è fatta però attendere la risposta di Snavu 2.0. «Ad urne aperte, il comandante pro tempore della polizia locale dirama la nota Pg/2018/356321 del 17 aprile 2018», si legge nel documento.

L'ex consigliere comunale Salvatore Guerriero
Salvatore Guerriero

«Al di là dell’ulteriore, non quantificabile, danno che ha arrecato alla nostra sigla nel mezzo delle elezioni, questa inopportuna ‘comunicazione’ istituzionale, oltre ad indirizzare i sottoposti a votare altrove con un sottinteso suggerimento palesemente ravvisabile, è in disprezzo dell’articolo 39 della Costituzione della Repubblica che riconosce il pieno diritto dei lavoratori a riunirsi in libera associazione. Nonostante il comandante del Corpo della polizia municipale di Napoli sostenga di non riconoscere al nascente sindacato tale prerogativa, lo Snavu 2.0 parteciperà ai tavoli non con soggetti nominati, ma con rappresentanti eletti direttamente dai lavoratori», è scritto nel documento a firma del segretario generale di Snavu 2.0, Salvatore Guerriero. Quest’ultimo sta vagliando la possibilità, laddove ci siano gli estremi, di presentare una denuncia alle autorità competenti nei confronti di chi, a suo dire, avrebbe avuto comportamenti antisindacali.