di Giancarlo Tommasone

Immancabile il post domenicale di Luigi de Magistris, che «incorona» Napoli, «capitale della cultura». Lo fa in occasione della visita presso il Mann, che ospita la nuova esposizione sulle opere del Canova. Il sindaco, negli ultimi giorni, aveva scritto anche della mostra sul Caravaggio allestita a Capodimonte.

Mostra che era stata visitata sia dal Capo
dello Stato, Sergio Mattarella che dal presidente
della Camera, Roberto Fico.

«Un bel segnale autorevole e di grande rispetto per la città e per quello che si sta mettendo in campo ogni giorno con la passione, la competenza e l’entusiasmo della stragrande maggioranza dei napoletani», aveva sottolineato la fascia tricolore partenopea. Giusto per essere precisi, non è che sia merito di tutti i napoletani se nella nostra città si allestiscono le mostre, al massimo il merito è dei direttori dei musei e dei curatori delle installazioni. Ma tralasciando questo particolare, c’è da sottolineare come, nell’ambito di tutta questa esaltazione (ed autocelebrazione) di carattere culturale, de Magistris, abbia dimenticato, di riportare sulla sua pagina Facebook, che un «tesoro» di Napoli, il Complesso monumentale degli Incurabili, sta cadendo letteralmente a pezzi.

Perché la chiesa napoletana di Santa Maria del Popolo
degli Incurabili, risalente al 1500, è interessata
da un cedimento inesorabile, con le condizioni
che peggiorano giorno dopo giorno.

In verità qualcosa, il sindaco lo ha detto, al riguardo. Ma lo ha fatto per addossare la responsabilità di anni di incuria e di mancata manutenzione «alla politica di impoverimento della sanità pubblica nel centro storico di Napoli che ha messo in campo negli ultimi anni la Regione Campania».
Politica sanitaria di Palazzo Santa Lucia, che, secondo il sindaco, «sta producendo effetti catastrofici non solo sui diritti e sulla salute dei cittadini ma anche sul patrimonio artistico, monumentale e culturale come la Farmacia degli Incurabili che è un gioiello di questa città».

Non si è fatta attendere la risposta del vicepresidente della Regione, Fulvio Bonavitacola: «Sugli Incurabili gli accertamenti in corso chiariranno se le cause dei cedimenti riguardino la recente rimozione di un muro nel garage sottostante la cappella oppure criticità conseguenti ad infiltrazioni di acque non correttamente regimentate».

Il vicepresidente della giunta regionale Fulvio Bonavitacola

«In ogni caso – ha tenuto a sottolineare Bonavitacola – sia per la mancanza di vigilanza edilizia che per la gestione delle fogne, le competenze sono esclusivamente comunali». E parlando di «farneticante scaricabarile del sindaco di Napoli sulla vicenda dell’Ospedale Incurabili» il vicepresidente della Regione ha pure tenuto a precisare che Palazzo Santa Lucia è dovuto «intervenire al posto del Comune per un intervento di consolidamento, chiedendo al ministero della Salute 17 milioni di euro sui fondi previsti dall’art. 20 della legge 67/1988. Finora la richiesta non è stata ancora accolta. Questi sono i fatti».

Eleonora de Majo e il sindaco Luigi de Magistris

Sulla vicenda è intervenuta anche l’«assessorina» pasionaria di deMa (delega al Turismo e agli Eventi), Eleonora de Majo; pure lei parla di «scaricabarile» dal punto di vista delle responsabilità, e sempre dalle «colonne» di Facebook annuncia per oggi la convocazione di una prima seduta «della commissione cultura per cominciare ad affrontare questa assurda storia di abbandono» che «non mette solo a rischio uno dei tesori più importanti della nostra città ma il futuro di settanta persone». Le settanta persone, sono quelle che compongono i 21 nuclei familiari, allontanate per motivi di sicurezza, dalle abitazioni situate all’interno del Complesso degli Incurabili.