di Giancarlo Tommasone

Comincia tutto così. Con Raniero Madonna (uno dei sedicenti leader di Insurgencia) che strappa la bandiera di Potere al Popolo dalle mani di un attivista; poi lo scontro, che degenera quasi in una rissa. Non ci sono di fronte fascisti e compagni, ma quelle che dovrebbero essere anime dello stesso movimento.

Il principio di tafferugli, come allo stadio, si è registrato giovedì scorso in Via Toledo, in occasione dell’ennesima marcia anti Salvini, tra componenti del centro sociale Insurgencia, e quelli dell’Ex Opg. Il motivo del contendere? Le bandiere di Pap (soggetto politico nato proprio all’Ex Opg di Materdei), che secondo i militanti del laboratorio di Via Vecchia San Rocco, non avrebbero dovuto sventolare in testa al corteo.

Attimi di panico, con il vessillo del partito
che si abbassa e con Madonna
trattenuto e allontanato a forza.

La tensione dura ancora altri interminabili secondi, tra l’imbarazzo e lo sconcerto generali. Vengono sfilate altre bandiere, poi duri faccia a faccia e scambi di offese. Gli attivisti delle due fazioni in lizza, si rendono conto dello «spettacolo» per niente edificante di cui si stanno rendendo protagonisti. Alcuni cercano di riportare alla calma gli animi surriscaldati, facendo da pacieri e lasciandosi sfuggire: “Basta, stiamo facendo una figura di merda”.

Altri, temendo che l’episodio possa essere ripreso,
provano (invano) a far abbassare le telecamere,
usando toni non proprio tranquilli.

«Andate indietro – intimano agli operatori – e abbassate queste cose». La scena viene trasmessa in diretta su Facebook, da Sìcomunicazione. Nel video, durante i momenti caldi, si sentono alcune voci rivolgersi chiaramente a un tale Ivan. Poi si ascolta distintamente qualcuno che dice: «Leva queste cose (le bandiere) e andatevene, leva perché sono cose interne ai centri sociali. Io e te, siamo ultras, leviamoci di mezzo». Che cosa ci facciano degli ultras tra i manifestanti dei centri sociali, a un corteo anti Salvini, resta al momento un mistero.

Invece, non rappresenta, certo un mistero, la frizione,
che si registra ormai da tempo, all’interno
dell’antagonismo napoletano, che continua a frantumarsi giorno dopo giorno, corteo dopo corteo.

Finora, almeno in pubblico, si era riusciti a salvare le apparenze, ma l’episodio di giovedì scorso, denota come lo scontro sia in atto e veda da una parte gli attivisti di Insurgencia, dall’altra quelli che rappresentano gli altri centri sociali.

Del resto, non è un segreto, che i più «odiati» dagli stessi compagni siano quelli di Via Vecchia San Rocco, che tra gli altri, conta nelle sue fila, la consigliera comunale Eleonora De Majo, il suo compagno, Egidio Giordano, il presidente della III Municipalità, Ivo Poggiani e il capo di Gabinetto della Città Metropolitana, Pietro Rinaldi. Che poi hanno tutti un’altra cosa in comune: sono espressione di deMa, l’associazione, sedicente partito politico di cui è presidente il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris. Insurgencia, definito da Stylo24 «più che un centro sociale, un centro per l’impiego» (sta cercando di piazzare anche Egidio Giordano) è visto nell’universo «alternativo» come il segmento operativo da mandare in piazza, quando c’è da contestare i rivali politici dell’Amministrazione arancione, si chiamino essi, Matteo Renzi, Vincenzo De Luca o Matteo Salvini.

Il centro sociale Insurgencia è la più solida base elettorale di deMa

Una fonte interna all’antagonismo napoletano, così commenta alla nostra redazione quanto avvenuto lo scorso giovedì, riferendosi a Insurgencia: «Non si è mai visto, in nessuna città d’Italia, un centro sociale che stia della parte del sindaco e di un carabiniere, ma ci rendiamo conto?».

I riferimenti sono chiaramente a Luigi de Magistris
e al capo di Gabinetto e direttore generale
di Palazzo San Giacomo, Attilio Auricchio,
tenente colonnello dei militari dell’Arma.

Un’ultima considerazione: quanto avvenuto in Via Toledo è la riprova della distanza venutasi a creare tra Potere al Popolo e deMa. Apertamente, al momento, la cosa non si dice, ma parlano i fatti. E allora andando indietro al periodo in cui si stava cercando di creare la coalizione per le Europee (alle quali non parteciperanno né Pap né gli arancioni), è emerso chiaramente come de Magistris e la sua associazione, alla fine, siano stati «bocciati» dal soggetto politico nato nell’Ex Opg di Materdei.

Il dg e capo di Gabinetto del Comune Attilio Auricchio, il capo di Gabinetto di Città Metropolitana (ed ex consigliere comunale) Pietro Rinaldi, e il sindaco Luigi de Magistris

E allora, non è escluso che il gesto di far abbassare le insegne di Pap da parte di Insurgencia (alleato di deMa), si inserisca proprio nelle controversie tutte cittadine che coinvolgono, per forza di cose, anche i centri sociali.