Carcere Poggioreale
Il compagno della donna è stato arrestato ed è finito nel carcere di Poggioreale (foto di repertorio)

L’ammissione dell’errore da parte del boss arrestato per una pistola detenuta illegalmente

All’epoca in cui viene arrestato, è considerato dagli inquirenti un elemento apicale del clan Fabbrocino, se non addirittura il reggente della cosca. In galera, però ci va per un reato relativamente «minore», perché nel giardino di casa gli trovano una pistola. Secondo quanto si evince dal colloquio tra il boss e la moglie, intercettato nella casa circondariale di Poggioreale (nell’autunno del 2007), l’uomo ammette l’errore, ma lo motiva col fatto che l’arma l’aveva in casa per difendersi dai ladri. Inoltre, si confronta con la consorte riguardo alle modalità che hanno portato al rinvenimento dell’arma da parte delle forze dell’ordine. La moglie, però, dice che non sa darsi una spiegazione e che forse  «i carabinieri sono stati (semplicemente) fortunati». Il boss racconta alla donna, che durante la perquisizione, il cognato «restò sopra e fece l’errore di intrattenere i carabinieri, invece poteva stare giù e far perdere tempo durante la perquisizione». Il detenuto vuole intendere che, secondo lui, si doveva cercare di allontanare i militari dal posto dove fu poi ritrovata la pistola.

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Riflettendo sui motivi che avrebbero spinto le forze dell’ordine a effettuare l’accesso, il boss ricorda un episodio, avvenuto il giorno in cui nella sua proprietà si svolgeva una festa. «Passò l’elicottero dei carabinieri, proprio mentre entrava il macchinone Range Rover nero (appartenente ad amici di suoi parenti, ndr). Secondo me, (i carabinieri) pensarono che stavamo facendo una riunione a casa. E quindi si organizzarono per fare la perquisizione». Ragionando ancora su come fosse avvenuto il ritrovamento dell’arma, la moglie del boss dice: «Fuori ci sta qualcuno che pensa che la pistola è stata messa lì per incastrarti, e qualcuno che invece, dice che sei stato scemo». Alla fine il boss ammette: «Ma quale incastrato, la verità è che sono stato scemo».

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