I due avrebbero fatto di tutto per tenere nascosta la nascita del bambino, per paura di vederselo portare via, come accaduto per gli altri figli.

E’ ancora in prognosi riservata all’ospedale Santobono di Napoli il piccolo di Portici ricoverato a 4 giorni dal parto con gravi ustioni riscontrate sul corpo. Secondo quanto si apprende, il 12 marzo, i sanitari del nosocomio napoletano avevano consigliato ai genitori il ricovero, ma la coppia ha rifiutato. Martedì 16 marzo, solo l’arrivo dei carabinieri e del personale del 118 presso l’abitazione dei due, Concetto Bocchetti, 46 anni, e Alessandra Terracciano, 36 anni, dove sono stati trovati il cordone ombelicale e la placenta, ha consentito il trasporto in ospedale, dove il bambino è stato ricoverato.

La notte tra il 17 e il 18 marzo, invece, è stato disposto l’arresto per la coppia alla quale è stata sospesa la potestà genitoriale dall’autorità giudiziaria lo scorso 10 marzo, qualche giorno prima della nascita del bambino, di cui non c’è traccia all’anagrafe. La mancata registrazione confermerebbe la volontà della coppia di tenere nascosta la nascita, dopo aver già perso la custodia di due figli (rispettivamente di un anno e mezzo e 4 anni), affidati dall’autorità giudiziaria agli ex compagni.

ad

Proseguono, intanto, gli accertamenti per stabilire la dinamica dei soccorsi. Durante l’interrogatorio, Bocchetti è caduto più volte in contraddizione, portando a pensare che l’unico obiettivo della coppia fosse tenere a tutti i costi il bambino. Soltanto il precipitare della situazione, dovuto, presumibilmente, al taglio del cordone ombelicale fatto da mani inesperte, che ha esposto il bimbo al pericolo di infezione e l’uso di disinfettanti inappropriati, hanno costretto la coppia a chiamare aiuto.

Riproduzione Riservata