giovedì, Maggio 19, 2022
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Negozi chiusi in onore del boss cutoliano ammazzato

LA STORIA DELLA CAMORRA – Telefonate minatorie per costringere i commercianti a chiudere

I funerali del capoclan meritavano rispetto e silenzio al punto da dover interrompere ogni attività lavorativa e paralizzare una città. Secondo alcuni malavitosi la morte di Nicola Nuzzo, soprannominato «Carusiello» e boss della Nuova camorra organizzata, andava onorata con la chiusura di tutti gli esercizi commerciali nel giorno delle esequie. Cinquantadue commercianti, titolari di negozi al corso Umberto a Casalnuovo di Napoli, furono così costretti ad abbassare le serrande. Il fatto avvenne nel pomeriggio del 29 settembre del 1986 quando si celebro il rito per il capoclan ammazzato in un agguato in una clinica a Roma.

Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri e da quanto sostenuto dalla gran parte dei commercianti nei successivi interrogatori, mentre ad Acerra si svolgevano i funerali di Nuzzo, alcuni sconosciuti, con telefonate minatorie, imposero la chiusura ai titolari dei negozi. «In un primo momento mi opposi a quest’ordine – sostenne il titolare di un bar – ma poi ricevetti una seconda telefonata nella quale mi dissero esplicitamente che qualora non avessi chiuso il negozio lo avrebbero fatto saltare in aria».

«Siamo tutti padri di figli»

«Casalnuovo è un far west – aggiunse un altro commerciante -. Dopo 30 anni ho deciso di vendere il negozio. Ho due figli e voglio vivere tranquillo». «Quel giorno nessuno di noi ebbe il coraggio di opporsi – riferì un altro esercente -. Siamo tutti padri di figli. Eppoi nemmeno i carabinieri fecero niente. Arrivarono due ore dopo quando ormai eravamo tutti a casa». Qualcuno quel pomeriggio preferì addirittura allontanarsi dalla città per far rientro il giorno dopo. «Preferii chiudere per paura e poi con mia moglie ed i miei figli andai via un giorno».

Quando il presidente Guglielmucci fece notare che anche i giudici sono genitori e, pur ricevendo minacce, continuano nel loro lavoro, un commerciante ha risposto: «Ma voi lo fate per mestiere, noi vogliamo stare tranquilli. Avete visto per televisione ‘l’ombra nera del vesuvio’. Per noi a Casalnuovo il 90 per cento di quel che è emerso dal film corrisponde alla realtà».

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