domenica, Dicembre 5, 2021
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Un’intera generazione si è arresa allo sconforto

Il tasso di occupazione dei giovani tra i 18 ed i 34 anni che non lavorano e non studiano, ovvero i Neet, in Campania e’ del 40,6% mentre quello di disoccupazione e’ del 30,4% con un tasso di inattivita’ del 41,7%. “Stiamo rischiando di perdere un’intera generazione”. Cosi’ Antonio Borea, presidente di Confcooperative Campania, commentando i dati emersi dal focus ‘Censis – Confcooperative Millennials, lavoro povero e pensioni: quale futuro?’ che rimarca anche una differenza socioeconomica tra Nord e Sud. Nelle sei regioni meridionali i Neet sono oltre la meta’, ben 1,1 milioni, di cui 700mila circa concentrati in Campania (361mila) e Sicilia (317mila).

giovani lavoro

“Come Organizzazione poniamo l’accento su quanto sia importante seminare cooperazione e autoimprenditorialita’ per arginare una dispersione di talenti e di risorse. La Campania e’ un territorio giovane ma incapace – sottolinea Borea – di trattenere risorse umane e di orientare i ragazzi ad intercettare i loro talenti e le loro passioni. L’avvicinamento fin dall’eta’ scolare al modo della cooperazione puo’ essere un deterrente a questa problematica e assicurare dei risultati sul lungo periodo. È anche una questione di educazione e di cultura, oltre che di mezzi”.

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Lo studio su scala nazionale di Censis e Confcooperative fa luce anche sul gap tra il tenore di vita dei lavoratori e la sostenibilita’ a lungo termine dei sistemi di welfare. Soprattutto per i giovani lo slittamento verso il basso delle remunerazioni, in assenza in Italia di minimi salariali, segnala in maniera ancora piu’ marcata la separazione che sta avvenendo fra i destini dei lavoratori e la sostenibilita’ a lungo termine dei sistemi di welfare. Questo effetto di “sfrangiamento” del lavoro rispetto al passato e’ poi messo in evidenza dalle tipologie di lavoro a “bassa qualita’” e a “bassa intensita’” che si stanno via via diffondendo. 171.000 sono i giovani sottoccupati, 656.000 quelli con contratto part-time involontario e 415.000 quelli impegnati in attivita’ non qualificate.

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