Doppio incarico Eav
Il difensore civico della Campania, Giuseppe Fortunato

La mancata sigla della convenzione con l’Anpal

di Giancarlo Tommasone

Impasse sul fronte dei 471 Navigator, che hanno vinto il concorso in Campania, lo scorso 4 settembre, il difensore civico regionale della Campania, Giuseppe Fortunato ha diffidato il governatore Vincenzo De Luca, invitandolo a firmare entro 5 giorni, la convenzione con l’Anpal, annunciando che in caso contrario o di mancata risposta, si sarebbe trovato costretto a esercitare i poteri sostitutivi.

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Il governatore della Campania Vincenzo De Luca

La risposta di De Luca c’è stata; il presidente, una decina di giorni dopo l’atto che gli è stato notificato da parte di Fortunato, ha provveduto, a diffidare, a sua volta, il difensore civico, invitandolo a non abusare delle sue funzioni: «Sarebbe attività usurpativa, in danno delle attribuzioni, anche costituzionalmente garantite, dell’amministrazione regionale». Ha risposto il governatore. Per fare il punto della situazione, Stylo24 ha intervistato il difensore civico regionale, partendo proprio dalla «scontro» registrato a suon di atti.

Avvocato Fortunato, è passato molto più di 5 giorni, a che punto sta la «pratica Navigator»?
«Ho dato a De Luca 5 giorni per concludere bonariamente il procedimento, così come faccio in genere, quando rilevo la fondatezza di un ricorso per chiudere la vicenda in maniera tale che non ci sia un contenzioso. Al che De Luca ha risposto con una contro-diffida. Per quanto compete il mio ruolo di difensore civico, nel rispetto delle procedure, passerò a convocare l’esame congiunto tra il presidente della Regione Campania e i Navigator. Tutto ciò per garantire i lesi livelli essenziali di prestazioni e per i selezionati Navigator campani, con la convocazione di De Luca (che non ha proceduto secondo l’invito) per definire la questione con i ricorrenti; confermando, in mancanza di definizione in tale sede, le annunciate attività fino alla soluzione della vicenda».

Dunque, si tratta dell’ultimo step, di un faccia a faccia per un chiarimento, prima che si arrivi a un contenzioso?
«Certo, anche perché ho evidenziato che la ‘presa di posizione’ attiene solo al presidente De Luca; infatti, la nota che lui manda (la diffida, ndr) è a nome della Regione, ma non esiste una pronuncia della Regione in merito alla vicenda. Voglio dire che bisogna scindere la posizione politica di De Luca, da quella di atti che devono essere del tutto compiuti. I Navigator sono previsti espressamente dalla normativa, siamo di fronte a un obbligo (rispetto alla firma della convenzione con Anpal, ndr) e non a qualcosa di facoltativo».

Cosa accadrebbe, nel caso in cui il presidente della Regione dovesse continuare a restare fermo sulle sue posizioni?
«Dovrebbe verificarsi l’applicazione di quanto previsto dalla nostra Costituzione (agli articoli 120 e 126). Il difensore civico andrebbe ad attivare il potere sostitutivo dello Stato, per il rispetto di un obbligo. Io attenendomi scrupolosamente all’iter, procederò al faccia a faccia tra le parti. Nel caso in cui, poi, non si arriverà a una soluzione in quella sede, ed emergerà la sussistenza dell’obbligo, attiverò il potere sostitutivo nei confronti del legale rappresentante dell’Ente (nel caso De Luca) rivolgendomi al prefetto. In casi estremi (omissione grave e reiterata), si può arrivare finanche alla destituzione di un presidente della Regione».

Dal punto di vista di eventuali responsabilità sulla vicenda Navigator, quanto potrebbe rispondere la Regione (e quindi anche il contribuente) e quanto direttamente De Luca?
«Io ho sottolineato che le responsabilità, dovessero avere ragione i Navigator, non possono andare a carico del cittadino contribuente; a questo punto risponde direttamente soltanto Vincenzo De Luca».

Si riferisce a eventuali arretrati che potrebbero essere chiesti dai Navigator?
«Proprio così. Chiederanno gli arretrati, e chiederanno per quale motivo la Regione Campania non abbia provveduto (alla firma della convenzione). Quindi, se ci sarà una sentenza che darà ragione ai Navigator, ho già evidenziato che la responsabilità non deve essere del contribuente, non deve essere lui a pagare, ma chi ha concretizzato l’omissione. Forse questo ‘passaggio’ ha provocato la reazione ‘strana’ del presidente De Luca, che è passato poi a diffidarmi».

Come ha influito lo stallo in Campania, sulla vita dei Navigator e sulla percezione della natura del reddito di cittadinanza?
«Cito una storia su tutte, quella di un ragazzo pugliese che ha fatto la domanda in Campania, perché doveva sposarsi con la ragazza che è originaria del nostro territorio. E, al momento, il giovane ha dovuto rimandare i piani non solo della sua vita, ma anche quelli della sua compagna. E poi, volevo sottolineare la funzione di primaria importanza dei Navigator nell’ambito del Reddito di cittadinanza. Quella del ‘reddito’ è una misura nata per favorire l’avviamento e il ricollocamento al lavoro. Se non si attivano i Navigator, si riduce soltanto a una forma di sussidio assistenziale».

Quanto tempo ci vorrà per convocare il «faccia a faccia» tra De Luca e i Navigator, avverrà per metà ottobre?
«Lo schema della convocazione dell’esame congiunto è già pronto, stiamo rispettando i tempi e gli step previsti dalla procedura».

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