Alessandro Pico

di Giancarlo Tommasone

Gli sgravi fiscali, il Registro internazionale e la valenza dei controlli, al centro dell’ennesimo capitolo della battaglia del «navigare italiano». A pochi giorni  dall’entrata in vigore della legge (11 giugno scorso), il segretario generale dell’associazione sindacale Federmar, Alessandro Pico, ha inviato formale richiesta per accedere agli atti relativi al decreto legislativo Cociancich.

La richiesta è all’attenzione
di Camera e Senato, a quella del ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli
e del Comando generale della Capitaneria
di porto, nella persona
dell’ammiraglio Giovanni Pettorino

Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli

Nel documento a firma di Alessandro Pico è possibile leggere: «(C’è) necessità di verificare, a tutela dei lavoratori marittimi, l’effettivo monitoraggio da parte degli organi competenti in ordine alle variazioni del numero delle imprese nazionali ed europee iscritte nel registro internazionale e il numero dei lavoratori occupati».

L’Ammiraglio Giovanni Pettorino

La vicenda è tornata con forza, sotto i riflettori,
da alcuni giorni, in seguito alla nota diffusa
dal patron di Moby e Tirrenia, Vincenzo Onorato

Tutti ormai lo conoscono come l’armatore «patriota», quello che ha sposato la causa dei marittimi italiani, che è poi la stessa causa per la quale si batte Federmar. «Come noto – è scritto nel comunicato del gruppo Onorato – il decreto legislativo 221/2016, Cociancich, non impedisce l’imbarco di lavoratori extracomunitari, ma la fruizione dei benefici da parte dell’armatore che li imbarca anche sulle rotte in continuità da porti italiani, e che in questo caso perde il diritto di accedere alla tonnage tax, come illustrato in modo trasparente e chiaro nel parere favorevole espresso della Commissione europea».

La pubblicità della Tirrenia che invita a ‘navigare italiano’

Onorato: la Cociancich è in vigore
dall’undici giugno scorso,
ma per alcuni armatori la violazione
della legge sembra essere la norma

Onorato ha tenuto a sottolineare che «la legge Cociancich è vigente dall’undici giugno scorso, ma per alcuni armatori la violazione di legge sembra essere la norma, considerato che su numerose navi battenti bandiera italiana, e beneficiarie dei vantaggi del Registro internazionale marittimo, continuano a essere imbarcati e a lavorare marittimi extra-comunitari».

L’armatore Vincenzo Onorato

Il patron di Moby e Tirrenia ha chiesto un intervento
del Ministero competente e delle Capitanerie di porto

Queste ultime, secondo Onorato, dovrebbero vigilare sull’applicazione della legge, sulle garanzie che questa fornisce ai marittimi italiani e comunitari e specialmente sui vantaggi di cui usufruiscono gli armatori italiani. Vincenzo Onorato ha inoltre dichiarato: «Anche quello che avevamo definito un piccolo, ma significativo passo in avanti sulla strada di un ripristino della legalità nel settore marittimo italiano e della tutela dei diritti dei marittimi italiani, rischia di essere vanificato nei fatti: se è vero che un numero consistente di marittimi extra-comunitari è stato sbarcato, è altrettanto vero che la presenza di extracomunitari su navi battenti bandiera italiana (e rientranti nelle more ostative al riconoscimento di un trattamento fiscale e contributivo del tutto privilegiato agli armatori) continua a essere la regola».

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